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Ticino
“I ticinesi stanno riscoprendo il Cantone”
Redazione
6 anni fa
Christian Vitta soddisfatto dell’esito della campanga Vivi il tuo Ticino. Sull’obbligo delle mascherine in spazi chiusi: “Dipende dall’evoluzione della situazione”

Oltre 100mila buoni “Gusta il Ticino” spediti in quattro settimane, 1’400 persone che hanno usufruito del prodotto “Soggiorna in Ticino” e quasi 500mila visite al sito www.viviiltuoticino.ch. Sono i numeri del progetto lanciato lo scorso 22 giugno dal Consiglio di Stato per incentivare la stagione turistica estiva e far riscoprire le bellezze del territorio. “Questo successo permette di limitare i danni perché le perdite degli scorsi mesi si fanno sentire sull’arco dell’anno” commenta il direttore del DFE Christian Vitta intervenuto al Tg estate di Teleticino. Non tutti però beneficiano allo stesso modo, sottolinea il Consigliere di Stato.. “Bisogna differenziare. Abbiamo località tipicamente turistiche che stanno andando relativamente bene. Chi viveva invece del turismo congressuale o legato agli affari soffre ancora perché di congressi non se ne fanno più. Nell’ambito dell’attività lavorativa la gente tende ancora a utilizzare forme di telelavoro o fare riunioni a distanza”.

È innegabile tuttavia che questi numeri fanno bene. “I ticinesi stanno dimostrando attaccamento al territorio, lo stanno riscoprendo. È anche un atto di solidarietà verso un settore particolarmente colpito. Le persone utilizzano il buono di 25 franchi, ma in realtà spendono un po’ di più. Il fatto che il buono della ristorazione sia così utilizzato ha un duplice effetto: permette alle persone di trovare un momento di serenità e dall’altro creare un indotto verso un settore importante per il Cantone”.

Quali iniziative in futuro?

L’iniziativa è estemporanea, legata al momento. Secondo Vitta sarà difficile riproporla in futuro sotto la stessa formula. “È una misura immediata per rilanciare l’attività. A medio termine bisogna pensare a misure più strutturali. Il turismo, così come altri settori, dovrà riorganizzarsi alla luce della crisi che c’è stata. Ci saranno sicuramente dei cambiamenti strutturali e l’ente pubblico accompagnerà questa evoluzione”.

Lavoro ridotto e licenziamenti

Per quanto riguarda alla possibilità di accedere al lavoro ridotto, a breve terminerà la fase di emergenza, ma il lavoro ridotto continuerà nella sua forma abituale, specifica il Consigliere di Stato. “Durante la fase di emergenza vi era una facilità di accesso e regole particolari. Ma per le aziende che rispettano i criteri, la possibilità di accedere rimarrà tale. Bisogna comunque essere consapevoli e realisti che andremo incontro a momenti economici difficili. Effetti sul mercato del lavoro saranno inevitabili”.

La Svizzera e il settore delle esportazioni

Per quanto riguarda la posizione della Svizzera rispetto al resto del mondo, Vitta sottolinea come il paese sia interconnesso con gli altri. “Anche se la Svizzera ha sotto controllo la situazione sanitaria, nel resto del mondo la situazione rimane difficile. Abbiamo tutta la nostra industria di esportazioni che non ha sbocchi sui mercati. Un franco su due è guadagnato grazie alle esportazioni. Dovremo affrontare momenti difficili, ma si possono aprire anche opportunità. Si tratta di anticipare i tempi sui cambiamenti in atto per essere pronti a cavalcare l’onda della ripresa quando questa arriverà”.

Obbligo delle mascherine per i dipendenti dei negozi?

Sempre ai microfoni di Teleticino, il ministro della sanità ticinese Raffaele De Rosa si è detto favorevole a introdurre l’obbligo delle mascherine negli spazi chiusi, quindi anche nei negozi. In questo senso è stata inviata una lettera alla Disti per chiedere di sensibilizzare i grandi magazzini sul tema, rispettare piani di protezione e sensibilizzare il personale. Per Vitta questo obbligo deve essere proporzionale all’evoluzione della situazione sanitaria. ”Abbiamo scritto la lettera per invitare a sensibilizzare il personale. Se domani vedremo che non c’è rispetto nei negozi, si potrà pensare si estendere l’obbligo ai dipendenti, cosi come avviene nella ristorazione. Il discorso è diverso se se si parla di un obbligo generalizzato per gli utenti. L’impatto è più marcato e deve essere giustificato dalla proporzionalità come misura. Si tratta di portare avanti le misure in maniera progressiva e in funzione all’evoluzione della situazione”.

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