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Ticino
I ticinesi ricordano i propri nonni
I ticinesi ricordano i propri nonni
I ticinesi ricordano i propri nonni
Redazione
9 anni fa
Oggi la Festa dei Nonni: Bertoli, Borradori, Maxi B, Don Feliciani e Rubi Belge ricordano i loro cari

Oggi è la Festa dei Nonni. La data coincide con il 2 ottobre, giorno in cui la chiesa cattolica celebra gli angeli custodi. Un bel modo per ricordare con affetto chi c'è stato, o che ci è ancora, vicino con la loro dolcezza e la loro saggezza. A ricordare i propri nonni anche alcuni personaggi noti in Ticino...

Manuele Bertoli, presidente del Consiglio di StatoI miei nonni erano molto diversi tra loro. I genitori di mia madre parlavano praticamente solo il bergamasco, erano contadini. Mio nonno andò in Etiopia a fare le strade ai tempi dell’occupazione italiana e tornò a casa con la malaria, mia nonna sembrava uscita dall’Albero degli zoccoli. Erano molto cari, pur essendo distanti dal mio vissuto quotidiano. I miei nonni paterni erano svizzeri, mia nonna veniva dalla Svizzera tedesca. Mio nonno aveva le mani d’oro, mi costruiva giocattoli e aggiustava di tutto. Dovette lavorare fino a 70 anni per poter avere un minimo di pensione. Anche di loro conservo un ricordo caloroso.

Marco Borradori, sindaco di LuganoHo un bellissimo ricordo dei miei quattro nonni. Quelli materni mi portavano sempre in giro, soprattutto in stazione: sarà per quello che da bambino sognavo di diventare macchinista del treno... Quelli paterni stavano a Chiasso e li vedevo meno, inoltre mia nonna è deceduta abbastanza presto, anche se la ricordo come una donna generosa e sorridente. Mentre mio nonno paterno, dopo la scomparsa di mia nonna, ha avuto come una seconda vita: per reagire alla perdita della moglie si è messo a camminare e fare marce in giro per la Svizzera e per l'Europa. Era così energico che a 90 anni si è lanciato dal paracadute! Ecco, mi è rimasta impressa la sua energia e la sua voglia di vivere...

Maxi B, rapper e conduttore radiofonicoPurtroppo non ho mai conosciuto i miei nonni maschi, ma in compenso ho vissuto con mia nonna, con la quale il rapporto è stato molto stretto. Ricordo quando guardavamo assieme i film di Bud Spencer e Terence Hill, due attori di cui non riusciva a pronunciare i nomi... E poi gi yogurt alla moka mangiati assieme sul divano: ne mangiavamo 6 a testa, con me che ero piccolo e poi stavo male, con lei che non capiva il motivo... Però capiva che la mia strada sarebbe stata il rap, anche se mi chiedeva perché non ascoltavo più Michael Jackson. L'avevo vista molto contenta quando avevo cominciato a fare radio: purtroppo sia lei che l'altra mia nonna materna sono scomparse recentemente, ma di loro porto un ricordo vivo nel cuore.

Don Feliciani, parroco di ChiassoPurtroppo ho conosciuto solo una nonna, al quale ero molto legato e che ha lasciato con la sua testimonianza di fede un segno molto forte su di me. Era una donna molto fedele, ma con tratti della religiosità molto sobri. Non mi faceva prediche o mi invitava a pregare: mi impressionava però la sua capacità di essere al servizio di tutti nel paese per aiutare chi era in difficoltà. Mi ha dimostrato che per abbracciare la fede non bisogna solo partecipare a tutte le liturgie ma bisogna essere vicino a chi è nel dolore. E, quando le ho detto che volevo diventare prete, non ha mostrato gioia ma mi ha ricordato come avrei dovuto essere coerente nel mio impegno. E' stata una donna che ha visto la guerra e la povertà: aveva quindi una visione drammatica della vita ma non per questo triste: semplicemente era cosciente che bisogna affrontare la propria quotidianità con serietà.

Rubi Belge, ex pugileLa figura dei miei nonni non è certo quella tradizionale: loro vivevano e vivono in Svezia, quindi li vedevo poche volte all'anno. Peraltro loro non parlavano italiano e io non benissimo l'aramaico. Però l'affetto ha superato la lingua e la distanza. Ricordo che guardavano sempre i miei incontri in televisione, chiamando mia mamma spaventati e chiedendole di farmi smettere di combattere...

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