
Razzismo "strisciante". Perché non sempre palesato, perché spesso si sceglie di "non dire" nascondendosi dietro un dito.Per molti qui in Ticino non si è ancora liberi di vivere in tranquillità la propria sessualità; seppur qualcosa stia cambiando negli ultimi dieci anni, non è stato raggiunto un livello tale che si possa essere sereni nel dichiarare apertamente i gusti sessuali di ognuno, senza rischiare di andare incontro ad episodi spiacevoli. O addirittura violenti.Ogni giorno, come responsabile ticinese del progetto nazionale Msm, Marco Coppola si occupa dei problemi della comunità gay. Dichiara al domenicale il Caffè che "i ragazzi sono costretti ad andare lontano per divertirsi, per vivere liberamente la loro affettività. E questo non è un segreto per nessuno", aggiunge Coppola, che la settimana scorsa con un gruppo di amici è stato vittima di una aggressione in una discoteca di Germignaga, vicino Luino.Una realtà imbarazzante questa, che mette spalle al muro le nuove generazioni: sempre maggiore l'attenzione verso un'educazione mirata che viene fata a scuola, nelle associazioni e in famiglia. E se prima ci si spostava nelle grandi città per non incorrere in atti di bullismo, adesso si cerca piano piano di vivere la propria libertà a 360 gradi.Vittorio Degli Antoni, coordinatore del servizio AiutoAids e Zonaprotetta di Lugano, sostiene apertamente di non vedere un aumento dei casi di violenza, e cosi dice anche lui al Caffè: "Oggi semmai se ne parla di più, è cresciuto il coraggio". Conclude Donatella Zappa, coordinatrice dell'associazione Imbarco Immediato: "Io sono contro il vittimismo, se uno ci fa un torto bisogna reagire. E concordo sul fatto che è mutato l'atteggiamento. Prima si subiva, si stava zitti per evitare d'essere scoperti, oggi c'è una ribellione e sta nascendo una nuova coscienza".Eppure una diffidenza intima resta...
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