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Ticino
"I ticinesi non vogliono la privatizzazione della sanità"
"I ticinesi non vogliono la privatizzazione della sanità"
"I ticinesi non vogliono la privatizzazione della sanità"
Redazione
10 anni fa
Franco Cavalli si dice "commosso" per il risultato e ritiene che "qualcuno dovrebbe trarne le conseguenze"

Franco Cavalli reagisce dall'aeroporto di Chicago all'esito della votazione sulla modifica della legge sull'Ente ospedaliero cantonale (EOC). "Quando sono sceso dall'aeroplano e ho visto il risultato ero addirittura commosso", spiega. "Bisogna rendersi conto che questa vittoria l'abbiamo ottenuta da soli contro tutti i poteri forti del Cantone. Tutti si erano fatti prendere da questa frenesia della privatizzazione. E con pochissimi mezzi rispetto a quelli dei nostri avversari siamo riusciti a dimostrare che la popolazione ticinese non vuole la privatizzazione del servizio sanitario".

Ma l'importanza di questo voto secondo Cavalli va al di là dell'ambito della sanità. "Questa è una sconfitta importante anche per futuri tentativi di privatizzare in altri settori. Per esempio nel settore dell'elettricità, o nelle scuole...è un segnale molto forte e io credo che qualcuno dovrebbe trarne le conseguenze. Chi si è esposto molto per fare campagna in favore del si come Paolo Sanvido o lo stesso consigliere di Stato Beltraminelli dovrebbe chiedersi: mi trovo al posto giusto? Io, se fossi al loro posto, un pensierino lo farei".

Il risultato difficilmente prevedibile all'inizio della campagna secondo Cavalli si spiega in diversi modi: "All'inizio erano convinti che ce l'avrebbero fatta, ma io mi sono accorto che più passava il tempo, più se ne discuteva e più la gente capiva di cosa si trattava...e più si andava verso il no. Sono arrivato al punto di partire stamattina per Chicago convinto che ce l'avremmo fatta. Avevo anche previsto il leggero si a Lugano e il no secco nel resto del cantone".

Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto la popolazione ticinese a dire no alla modifica della legge? Secondo il dottor Cavalli, ci sono due argomenti principali. "Innanzitutto si è visto che le privatizzazioni in altri settori, come quello della Posta, hanno portato a dei peggioramenti. Ma soprattutto la maggioranza delle persone non vogliono che a decidere della loro salute siano delle società anonime che per definizione devono pensare soprattutto a fare dei guadagni. E questo vale un pò in tutto il mondo. Ovunque la gente ha la possibilità di esprimersi sull'argomento, viene fuori che questo è un settore molto delicato e che non si vuole che la salute diventi una merce. Qui negli USA, ad esempio, l'attuale campagna elettorale si sta giocando molto anche su questo tema, che attira le folle. C'è l'idea che siamo andati troppo lontani con le privatizzazioni, e questo non sta facendo bene".

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