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Ticino
"I ticinesi non devono pagare la disoccupazione ai frontalieri"
"I ticinesi non devono pagare la disoccupazione ai frontalieri"
"I ticinesi non devono pagare la disoccupazione ai frontalieri"
Redazione
8 anni fa
La Lega ha presentato un'iniziativa parlamentare con cui chiede al Cantone di attivarsi presso Berna

Il deputato Daniele Caverzasio ha presentato oggi, a nome del Gruppo Lega dei Ticinesi in Gran Consiglio, un'iniziativa parlamentare generica con cui propone al Cantone di chiedere alla Confederazione di rinunciare alla ripresa e applicazione delle normative comunitarie UE sul sostegno ai lavoratori transfrontalieri disoccupati in Svizzera attraverso un’apposita iniziativa cantonale.

Un'iniziativa analoga, ricordiamo, era stata presentata il 17 settembre scorso dal gruppo UDC-LaDestra. In quell'occasione gli iniziativisti avevano chiesto al Consiglio di Stato di attivarsi presso la Confederazione "affinché la stessa non adotti le regole europee riguardanti le indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri".

"Il 21 giugno 2018, i ministri degli affari sociali dell'UE hanno deciso di modificare le norme che disciplinano il pagamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri. Le nuove regole devono ancora essere presentate al Parlamento europeo per l'approvazione, ma questa dovrebbe essere una mera formalità", si legge nel testo dell'iniziativa leghista.

"Secondo il sistema attuale, i lavoratori frontalieri devono far valere il diritto alle prestazioni di disoccupazione nel loro paese di residenza. Tuttavia, poiché i lavoratori frontalieri versano i contributi alla disoccupazione svizzera per tutta la durata del loro impiego nel nostro paese, la Svizzera paga un risarcimento allo Stato di residenza dei lavoratori frontalieri per un massimo di cinque mesi. I pendolari transfrontalieri ricevono l'indennità di disoccupazione dal loro stato di residenza secondo i loro metodi di pagamento. Nel 2015, questi pagamenti agli stati membri dell'UE ammontavano a poco meno di 200 milioni di franchi (risposta del Consiglio Federale 16.3450). La Svizzera ha attuato volontariamente questi regimi di coordinamento dell'UE".

"Ora l'UE sta progettando un cambio di paradigma: in futuro, i lavoratori frontalieri devono far valere le proprie pretese nell'ultimo paese di occupazione. Ciò significa che devono essere pagati dal paese di occupazione, anche se vivono in un paese il cui costo della vita è molto più basso. Circa 320.000 lavoratori frontalieri lavorano in Svizzera. Se venissero adottati anche i nuovi regolamenti nel nostro paese, la spesa della confederazione e le casse di disoccupazione verrebbero caricate di ingenti oneri. La SECO prevede un aumento del costo di diverse centinaia di milioni di franchi svizzeri.Il Consiglio Federale afferma che la Svizzera non è obbligata ad adottare questa nuova legge UE. Per questo motivo, il Consiglio federale è chiamato a comunicare chiaramente in seno al comitato misto con l'UE che la Svizzera non accetterà tali cambiamenti".

Il gruppo della Lega dei Ticinesi propone quindi che il Canton Ticino chieda alla Confederazione attraverso un’iniziativa cantonale secondo l’art. 160 cpv 1 della Costituzione Svizzera, di rinunciare alla ripresa e applicazione delle normative comunitarie UE sul sostegno ai lavoratori transfrontalieri disoccupati in Svizzera.

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