
La Lega dei Ticinesi esprime la sua soddisfazione in merito al risultato del voto ticinese concernente la direttiva europea sulle armi.
"La maggioranza dei ticinesi non si è fatta abbindolare dalle minacce farlocche, dai ricatti, dalle sfacciate bugie e dal lavaggio del cervello ad opera dell’establishment - scrivono i leghisti in una nota -. Ha capito qual era l’importantissima posta in gioco. Non il numero di colpi che può contenere un caricatore, bensì la nostra indipendenza e la nostra sovranità".
"La maggioranza dei ticinesi - continuano i leghisti - seguendo la posizione della Lega, ha dunque ribadito che le nostre leggi, le nostre tradizioni, la nostra Costituzione, non si accantonano per ubbidire all’ennesima prevaricazione in arrivo da Bruxelles. Prevaricazione a cui, come di consueto, il triciclo PLR-PPD-PS ha scelto di genuflettersi, senza condizioni ed in tempo di record".
"Il No ticinese ad una ulteriore, deleteria capitolazione davanti ad un’UE sempre più bramosa di comandare in casa nostra - sottolineno i leghisti - lascia ben sperare in vista della (quasi certa) votazione popolare sull’accordo quadro istituzionale. Ne è, in effetti, una sorta di prova generale. Questo trattato, fortemente voluto dalla solita partitocrazia PLR-PPD-PS, se approvato trasformerebbe la Svizzera in una colonia di Bruxelles, con tanto di ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE e di giudici stranieri".
La Lega dei Ticinesi rileva inoltre che "ancora una volta, la maggioranza dei votanti del nostro Cantone ha sconfessato i partiti cosiddetti storici su un tema fondamentale. C’è da sperare che questo faccia riflettere i cittadini in vista delle elezioni federali di ottobre. Nella prossima legislatura si deciderà il futuro dei rapporti tra Svizzera ed UE. E’ quindi essenziale che i ticinesi eleggano a Berna dei parlamentari effettivamente rappresentativi della volontà della maggioranza del nostro Cantone su questi temi di capitale importanza per il nostro futuro".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

