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La mozione
"I tempi son maturi, serve una pianificazione ospedaliera più coraggiosa"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
un anno fa
Alessandro Speziali, Matteo Quadranti e Natalia Ferrara (Plr) con una mozione chiedono al Consiglio di Stato di elaborare un rapporto in base a due scenari di riorganizzazione dell'offerta ospedaliera cantonale per "aiutare autorità e parlamento a scegliere per il futuro il miglior assetto che possa garantire ai ticinesi una sanità migliore, razionalizzando i costi".

Scenario A, più radicale con una centralizzazione spinta. Scenario B, intermedio con una razionalizzazione mirata. È su questi due aspetti che Alessandro Speziali, Matteo Quadranti e Natalia Ferrara (Plr) chiedono al Consiglio di Stato, tramite una mozione, "di elaborare un rapporto in cui si esaminano con rigore i benefici attesi da una concentrazione delle strutture e delle specializzazioni, in scenari alternativi, stimando gli impatti su costi e qualità". Un'analisi che, scrivono, "potrà aiutare le autorità cantonali e il Parlamento a scegliere per il futuro prossimo il miglior assetto, per garantire ai ticinesi una sanità migliore, razionalizzando i costi".

"Uno degli strumenti più efficaci per contenere la spesa"

La mozione arriva a meno di 24 ore dall'annuncio dell'aumento dei premi di cassa malati. Un incremento che in Ticino sarà in media del 7,1%. "Una pianificazione ospedaliera rigorosa è uno degli strumenti più efficaci per contenere la spesa senza sacrificare l’accesso alle cure", viene spiegato nella mozione, dove sottolineano come questa "agisce lungo tre leve principali (non per forza esaustive): Concentrazione di specialità e casistica complessa in pochi centri (migliorando la relazione volume-esito): meno duplicazioni, più esperienza clinica, meno complicanze e riammissioni, quindi costi inferiori per caso trattato;  razionalizzazione delle funzioni h24/7 (urgenze, terapia intensiva, …): turni e più sostenibili, miglior utilizzo di personale e sale operatorie; pianificazione con volumi minimi e mandati chiari: si limita l’offerta frammentata e si ottimizza il parco tecnologico (imaging, robotica, laboratori, ecc.), diminuendo investimenti e costi fissi ridondanti". Principi "applicati con successo in diversi Cantoni, come a Zurigo, Vaud, Appenzello e San Gallo".

"I tempi sono maturi"

Ad oggi, continuano, "il Cantone ha messo in campo diverse misure per contenere i costi, tra cui la moratoria per gli studi medici specialistici e in ambito infermieristico. A dipendenza degli esiti del ricorso pendente, potrà anche avvenire una riduzione del punto tariffale ambulatoriale per i medici". A questi si aggiungono "altri atti pendenti in Gran Consiglio che tentano di contenere i costi". Ma "i tempi sono maturi (e allarmanti) per gettare le basi concrete affinché la prossima pianificazione ospedaliera sia più coraggiosa, stimolo di qualità e motivo di razionalizzazione dei costi".  

I due scenari

Nel dettaglio, i due scenari di riorganizzazione contenuti nella mozione prevedono "una concentrazione per ciascuna grande disciplina chirurgica e medica, per esempio in 2 poli complementari, con accorpamento delle sale operatorie, guardia notturna eccetera e riconversione delle sedi periferiche nonché una forte ottimizzazione del parco tecnologico e degli spazi" per quanto riguarda il caso A, più radicale. Mentre nel caso B, intermedio, "l'’obiettivo è come sopra, ma con un tasso di concentrazione meno accentuato e più diffuso".