I teatri non riaprono
Lac e Teatro sociale confermano la chiusura, nonostante l’allargamento del limite. Entrambi stanno però pensando al modo di proporre spettacoli per 30 persone. Restano aperti il MASI, lo shop e il Bistrot
Redazione
I teatri non riaprono

Nonostante il dietrofront del Governo, che ha riportato il numero massimo di spettatori a 30, il Lac e il Teatro sociale di Bellinzona confermano la loro decisione di restare chiusi. Il Lac fino a fine anno, per il Sociale almeno fino a fine novembre.

Helbling: “Decisione pasticciata, stiamo ripensando alcuni eventi”
“Per il mese di novembre la stagione è sostanzialmente sospesa, perché con trenta spettatori non possiamo garantire una programmazione sostenibile finanziariamente”, ha spiegato Gianfranco Helbling del Teatro sociale di Bellinzona ai microfoni di Radio3i, aggiungendo però che “stiamo pensando di riconsiderare alcuni eventi e a programmare alcune cose pensate per un pubblico di 30 spettatori, ma è ancora prematuro parlarne”. Helbling ha inoltre dichiarato che, in merito alla marcia indietro del Consiglio di Stato: “La decisione mi sembra un tantino pasticciata, tengo di buono che il Consiglio di Stato si è reso conto che esiste una scena teatrale professionale che ha fatto sentire la sua voce e ha deciso di ascoltarla”.

La reazione del Lac
“valutati tutti gli aspetti in gioco”, scrive la Direzione del Lac, “purtroppo il Lac non può che confermare la decisione urgente adottata lunedì, imposta dai tempi strettissimi di applicazione, di non accogliere il pubblico nelle proprie sale teatrali e sospendere la stagione di teatro e danza fino all’ 8 gennaio 2021”. “Ciò nonostante”, si legge ancora nella nota, “per dare un segnale di vicinanza alla popolazione tutta e alla comunità degli artisti, e per affermare nuovamente il fondamentale ruolo sociale della cultura in questo periodo difficile e la possibilità di fruirne ugualmente nel rispetto delle attuali norme, il Lac si adopererà per la programmazione di piccoli spettacoli e concerti nella Hall, uno spazio regolarmente utilizzato per eventi di dimensioni più ridotte”.

Restano aperti MASI, shop e Bistrot
Come comunicato lunedì 9 novembre, continua inoltre l’attività del Museo d’arte della Svizzera italiana con le mostre in corso, resta aperto il Lac shop, mentre Luini 6 Bistrot prosegue la sua attività all’esterno.

Una lettera alla popolazione
La direzione del Lac ha voluto inoltre spiegare la sua posizione con una lettera rivolta direttamente a pubblico e artisti, che alleghiamo qui in seguito:

Caro Pubblico,
Abbiamo preso atto delle decisioni del Consiglio di Stato in merito alle misure in vigore per limitare la diffusione del coronavirus, comunicate dopo soli due giorni dalla direttiva che imponeva il limite massimo di 5 persone presenti a manifestazioni pubbliche di natura culturale.

Aver portato a 30 persone tale limite, non può purtroppo annullare le azioni intraprese con urgenza a seguito della direttiva di domenica scorsa: di conseguenza non possiamo riaprire il teatro e riallestire una programmazione già annullata fino all’8 gennaio 2021, per di più per un pubblico ancora più ridotto.

Infatti, dopo aver attuato con difficoltà la nuova drastica limitazione di domenica, nella giornata di lunedì abbiamo dovuto prendere una decisione immediata sul prosieguo della stagione, disdire e rimborsare tutti i biglietti, contattare tutte le compagnie ospiti e annullare ingaggi e contratti con una perdita economica di proporzioni drammatiche. Oltre a ciò, nella più totale desolazione, la squadra si è occupata di smontare il palcoscenico allestito per la nuova produzione “La bottega del caffè”, nell’amarezza generale di una compagnia di professionisti che ha visto interrompere improvvisamente il proprio lavoro la sera prima del debutto. Scenografia, luci, costumi, parrucche sono stati immediatamente riposti affinché il lavoro di 90 persone e i soldi pubblici e dei sostenitori non andassero sprecati.

Siamo un’organizzazione professionale, seria e rigorosa, composta da persone qualificate e competenti che svolge un ruolo essenziale nel complesso sistema del settore culturale nel quale opera. Le dimensioni e il rapporto di credibilità nei confronti della comunità di artisti e di voi pubblico, non ci permettono di reagire e riformulare nuovamente una programmazione improvvisata e in questo stato d’incertezza. Rimettere in moto tutta la macchina richiede un tempo maggiore e una puntuale pianificazione.

Sino ad oggi abbiamo agito in modo proattivo nel rispetto delle direttive, reinventandoci con una stagione estiva come “LAC en plein air”, o applicando un piano di protezione rigoroso sin dall’inizio della stagione con l’obbligatorietà della mascherina, per esserci e offrirvi momenti culturali convinti che l’arte, il teatro, la danza e la musica siano elementi vitali per ognuno di noi, ancor più in un momento di grande difficoltà come questo.

Per amore nei vostri confronti e della comunità artistica, terremo la Hall aperta per eventi di piccole dimensioni ma di sicura qualità, mentre, lo ribadiamo, l’intera programmazione teatrale e di danza rimane sospesa e riprenderà dall’8 di gennaio.

Rinnoviamo con senso di responsabilità il sostegno alle autorità nella lotta alla diffusione del coronavirus e siamo vicini a tutte le persone che ne sono colpite.

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