
Anche MeteoSvizzera è chiamata a fare sacrifici. È notizia di questi giorni che il rinnovo di alcuni radar è a rischio per mancanza di fondi nell'ambito del pacchetto di risparmi deciso dalla Confederazione. «Sappiamo che le finanze federali non sono messe troppo bene e il Parlamento ha quindi deciso tutta una serie di misure che impattano su tutti gli uffici», spiega a Ticinonews Marco Gaia, capo previsioni e consulenze di MeteoSvizzera. «Nel nostro caso i risparmi vanno a toccare anche delle infrastrutture che funzionano 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Il nostro compito è sorvegliare l'atmosfera e lo dobbiamo fare senza lasciare dei buchi. Non possiamo fare le previsioni solo per il 90% di una giornata».
L’importanza di questi strumenti
Come detto, fra le infrastrutture toccate vi sono anche i radar. «In Svizzera ne abbiamo cinque e uno di questi è in Ticino, sul Monte Lema», prosegue Gaia. Con questi apparecchi «copriamo l'intero territorio e siamo in grado di sorvegliare tutto quanto ha a che fare con le precipitazioni: possiamo dire dove sta piovendo, dove sta nevicando e dove sta grandinando». Queste informazioni «costituiscono poi la base per le previsioni e le allerte in favore della popolazione e delle autorità». Per fare un esempio «le allerte per temporali che proprio in questi giorni vengono regolarmente emesse, non sarebbero possibili senza i dati forniti dalla rete dei radar meteorologici». Non solo: «Non vi è pilota che decolla o atterra senza avere delle previsioni legate anche alle precipitazioni. E per poterle fare, abbiamo bisogno dei dati».
«Dobbiamo anticipare i tempi»
È anche importante rilevare che la rete radar attualmente in funzione, la cosiddetta rete di quarta generazione, «è stata costruita fra il 2010 e il 2016 e comincia ad arrivare a fine vita». Dopo quasi 25 anni di attività, inoltre, «iniziano anche a scarseggiare i pezzi di ricambio. Per il momento sta funzionando tutto bene, ma noi dobbiamo anticipare i tempi, perché se dovesse saltare improvvisamente un radar, non avremmo più dati da quell’apparecchio». E le cifre, oltre ad essere importanti per MeteoSvizzera, «servono anche, ad esempio, agli idrologi per stimare in quali parti del Paese ha piovuto e quanto».
Come agire
La domanda da porsi adesso è cosa può fare MeteoSvizzera in proposito. «Noi siamo un ufficio federale. Abbiamo quindi delle procedure interne per spiegare a chi di dovere a Berna quali sono le conseguenze dei tagli. L'abbiamo fatto, lo faremo ancora e cercheremo di portare i nostri argomenti sul tavolo, nella speranza di convincerli a mettere a disposizione i soldi che servono a rinnovare questa importantissima rete di misura», conclude Gaia.

