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Ticino
"I tagli annunciati da Tamedia sono un chiaro segnale che il mercato è in difficoltà"
Redazione
2 anni fa
Alessandro Colombi, Ceo del gruppo Corriere del Ticino, commenta la notizia dei nuovi licenziamenti che toccheranno il settore dei media. "Ce lo aspettavamo".

La notizia è di ieri: Tamedia ha annunciato il taglio di 200 posti di lavoro a tempo pieno nelle tipografie. Nelle redazioni saranno invece interessati circa 90 impieghi, che saranno soggetti a un processo di consultazione. Per analizzare e comprendere le implicazioni di questa situazione, Ticinonews ha interpellato il Ceo del gruppo Corriere del Ticino Alessandro Colombi. “Questa notizia è un chiaro segnale che il mercato dei media è in difficoltà” – ci dice Colombi –. “C’erano già stati degli indizi a inizio estate. I mesi di marzo, aprile e maggio, solitamente positivi per la raccolta pubblicitaria, avevano già presentato difficoltà”. A maggio-giugno, poi, “un altro gruppo importante come CH Media aveva annunciato un taglio importante di 140 posti di lavoro”. Tamedia, essendo quotato in borsa e dovendo rispettare anche determinati requisiti di profittabilità, “evidentemente si è trovato di fronte a questa situazione, che ha imposto ulteriori misure di efficienza”.

“Le nuove generazioni non sono abituate a pagare per le news”

La pubblicità non rappresenta l’unica difficoltà del settore dei media. “Il conto economico di un editore, ai minimi termini, è composto da pubblicità e abbonamenti”, prosegue Colombi. La pubblicità sta scendendo “ma anche le abitudini del lettorato sono cambiate rispetto al passato, perché ci sono molte più notizie a disposizione in formato gratuito. Devo dire che c’è un peccato originale degli editori, i quali a inizio anni 2'000 hanno cominciato a distribuire notizie gratuitamente e hanno abituato così il lettore a informarsi senza pagare”. In seguito sono comparsi anche i social media “e ovviamente questo fatto non ha aiutato, ma le nuove generazioni, in generale, non sono avvezze a pagare per le news e così si perdono di colpo quelle che vengono chiamate gambe di sostegno al conto economico”.

La situazione nel nostro cantone

Per inquadrare quanto sta capitando in seno al gruppo Tamedia e rapportarlo al nostro cantone, occorre considerare che si parla di un taglio di 300 posti di lavoro, “di cui 200 direttamente legati al sistema tipografico, per cui ai centri di stampa. Ne chiuderanno due su tre”. Novanta riguardano invece le redazioni. “Consideriamo che il nostro gruppo ha circa quello stesso numero di giornalisti. È come se una redazione intera di un gruppo come il nostro che ha giornale, televisione, radio e web fosse chiusa. 90 impieghi nel settore editoriale sono un taglio importante”. Inoltre “noi ci troviamo all’interno di un mercato piccolo, limitato e sovramediatizzato”.

Possibile sostegno dalla politica

Il problema viene comunque preso a cuore anche dalla politica e da Berna potrebbero giungere delle buone notizie, dato che sono in discussione degli aiuti. “Noi ce lo auguriamo vivamente. Se nel febbraio del 2022 era stata sviluppata una legge di sostegno ai media, ciò non è stato fatto perché qualcuno si era inventato che i media dovessero guadagnare di più, anzi: si trattava proprio di un’ancora, di un salvagente per sopperire a questa situazione di estrema difficoltà. E purtroppo questi sono i risultati. Per questo motivo la brutta notizia di ieri non mi ha sorpreso: ce lo aspettavamo”, termina Colombi.

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