
Nell'ultima puntata del nostro giro di interviste ai candidati all'Esecutivo della Nuova Bellinzona abbiamo incontrato il candidato PLR Graziano Crugnola.
Classe 1967, sposato con due figli, è un ingegnere di Sementina attivo in campo politico per il PLRT da oltre 15 anni. Municipale e vicesindaco di Sementina dal 2012, è membro del Gran Consiglio ticinese dal 2015.
Per la poltrona di sindaco si prospetta una corsa a due tra Andrea Bersani e Mario Branda, con Simone Gianini più di un semplice outsider. Concorda? I giochi sono davvero già (quasi) fatti?"Sappiamo bene che spesso e volentieri i sondaggi e le previsioni vengono smentiti. Certo, quello ventilato sembra essere lo scenario più probabile, con Andrea Bersani e Mario Branda che hanno lavorato moltissimo per questo progetto che si avvicina alla sua realizzazione, ma le incognite sono tante e tali che ritengo impossibile fare un pronostico".
Come cambiano gli equilibri elettorali con i nuovi quartieri, notoriamente a maggioranza liberale?"Anche qui è molto difficile fare delle previsioni, anche se il mio auspicio è che il PLRT possa confermarsi la maggiore forza politica . Tuttavia, se da un lato è vero che notoriamente i nuovi quartieri sono a maggioranza liberale, è pur vero che si tratta di una campagna che definirei anomala, nel senso che tutte le forze in campo concordano sul progetto aggregativo e non vi sono stati confronti politici di rilievo".
Che insegnamenti può trarre Bellinzona dalle altre aggregazioni realizzate in Ticino?"Molti e importantissimi, anche se per Bellinzona si tratta di un’aggregazione diversa, nata “dal basso”, sarà utile fare tesoro delle esperienze degli altri comuni già aggregati, in particolare di Lugano".
Secondo alcuni candidati, l'ultima legislatura ha fallito nel voler portare avanti una ‘concordanza a tutti i costi’ e sarebbero venuto a mancare progettualità e coraggio. È d’accordo?"Andrebbe precisato se con “concordanza a tutti i costi” si intende quella portata avanti nella capitale oppure quella in ottica di progetto aggregativo. In nessuno dei due casi sono comunque d’accordo. Sia nella capitale che a livello di progetto aggregativo, ma anche nei futuri quartieri, nell’ultima legislatura si è svolto un grande lavoro che permette di guardare al futuro con fiducia".
Quali saranno i temi caldi che dovrà affrontare il nuovo Esecutivo?"Anzitutto va garantita l’operatività della città, con dei servizi funzionanti immediatamente e a tutti i livelli. Vanno in seguito programmati investimenti strategici, quali l’Ospedale di valenza cantonale, il polo tecnologico (oggetto di una mia interrogazione al CdS la settimana scorsa) e altro ancora. Con l’auspicio che anche per la prossima legislatura (che sarà di soli 3 anni) i municipali e consiglieri comunali lavorino il più possibile di comune accordo per procedere celermente con questi cantieri".
Come si potrà fare in modo che cittadini dei vecchi comuni non si sentano esclusi?"Da un lato grazie alle commissioni di quartiere, che dopo la decisione del Gran Consiglio della sessione di gennaio 2017 potranno essere anche propositive (e non solo consultive), e dall’altro con un supporto concreto (in termini finanziari, logistici o materiale) alle molte società e associazioni presenti sul territorio, garantendo loro un futuro solido e duraturo."
Cosa fare, invece, per tenere vivi i commerci nel centro città?"Mettendo in rete tutti gli attori sul territorio: OTR, Città, CRTB, società, esercenti e commercianti. I fronti su cui operare sono due: da un lato dobbiamo favorire l’accesso al centro città da parte dei residenti, non necessariamente con l’automobile, ma è un mezzo che non possiamo trascurare. D’altro canto bisogna essere in grado di accogliere i turisti in modo che si sentano in vacanza. Strade deserte, bar e ristoranti chiusi la domenica non sono un buon biglietto da visita di una città che vuole puntare sul turismo".
Bellinzona è davvero una città morta?"No, gli eventi sono molti e variegati. Da Beatles Days a Perbacco, da Bellinzona Blues alle rappresentazioni a Teatro, dal carnevale alle serate musicali nei bar. Certo, si potrebbero ad esempio organizzare eventi nei quartieri periferici in collaborazione con le società del posto, ma sarà di fondamentale importanza coordinare meglio l’offerta così da evitare che, come già capitato, vi siano 3 serate musicali la stessa sera in tre locali situati a 2 chilometri di distanza".
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