Cerca e trova immobili
Ticino
I sindacati: "Tutti in piazza contro la manovra"
Laura Milani
3 anni fa
Lanciata ufficialmente una mobilitazione pubblica contro il pacchetto di risparmi da 133 milioni presentato dal Governo. L’appuntamento è per il 22 novembre alle 17.00 a Bellinzona.

L’avevano promesso già prima che il Consiglio di Stato presentasse il famigerato pacchetto volto all’equilibrio dei conti. E oggi i sindacati Vpod, Ocst e SIT lo hanno ribadito: contro la manovra di risparmio, che tocca anche dipendenti pubblici e diversi ambiti del sociale, si scenderà in strada. L’appuntamento è per il 22 novembre alle 17 a Bellinzona e ci sarà pure chi solitamente alla piazza preferisce altri metodi. “Questa volta c’è veramente un senso di ingiustizia e frustrazione e il personale, anche il più moderato, è veramente stufo”, spiega Mattia Bosco, segretario cantonale dei Sindacati Indipendenti Ticinesi. “Anche coloro che non sono solitamente abituati a partecipare a mobilitazioni ci hanno assicurato che verranno a manifestare il proprio disappunto, in maniera pacifica ma forte e concreta”.

“Una manovra pericolosa e irresponsabile”

Un invito rivolto ai propri associati ma anche a tutta la popolazione. Tra le misure contestate presentate dal Consiglio di Stato insieme al Preventivo 2024 ci sono anzitutto il contributo di solidarietà chiesto ai dipendenti pubblici ed il mancato riconoscimento del carovita per l’anno prossimo, ma anche i tagli previsti nel sociale come la revisione del calcolo per i sussidi di cassa malati o la riduzione dei contributi alle strutture per invalidi, ai centri per minorenni, alle case anziani, al trasporto pubblico. Una manovra che nel suo insieme viene definita “ pericolosa e irresponsabile” e che sta generando preoccupazione tra i dipendenti: “Vedersi tagliare i propri salari fa arrabbiare, giustamente, e fa anche preoccupare per le proprie condizioni lavorative ma anche e soprattutto per i servizi che queste persone sono chiamate giornalmente a dare alla popolazione”, spiega Giulia Petralli della Vpod. Il timore è che il peggioramento delle condizioni lavorative vada quindi ad intaccare anche la qualità dei servizi offerti in ambiti fondamentali come la sanità e l’educazione.

Alla ricerca del compromesso politico

Lo scopo della manifestazione è far pressione sui partiti chiamati ora ad esprimersi sul pacchetto del Governo, che comprende diverse misure di responsabilità del Gran Consiglio. Nelle scorse settimane, oltre alla sinistra, anche altri, Centro e Lega in primis, hanno apertamente arricciato il naso di fronte ai risparmi sui sussidi di cassa malati e sul sociale. Ma anche PLR e UDC hanno lamentato la mancanza di vere misure strutturali. Insomma, di certo la manovra non fa l’unanimità, anzi. “Sono belle parole”, commenta ancora Giulia Petralli. “Vedremo coi fatti quello che la Gestione riuscirà a concretizzare o il compromesso che riuscirà a trovare per non dover tagliare così prepotentemente sul personale e sui sussidi di cassa malati”. E se tale compromesso non dovesse soddisfare i sindacati, non si escluderebbero misure più incisive come scioperi. Perché, concludono i sindacati, l’equilibrio finanziario, decretato per legge, va sì trovato. Ma non così. “Il pareggio dei conti ci viene imposto”, spiega Xavier Daniel, vicesegretario Ocst. “Un lavoro che va però fatto con una visione più a lungo termine, con dei cambiamenti che siano strutturali e non con dei tagli che tra qualche anno ci troveremo a pagare creandoci dei costi addirittura ulteriori”.