
È ancora la tassa di collegamento a tener banco presso l'Associazione industrie ticinesi (AITI). Dopo la polemica di settimana scorsa che ha riguardato le aziende di trasporto pubblico (vedi articolo suggerito), il direttore Stefano Modenini punta oggi con decisione il dito contro i sindacati. Lo fa tramite Twitter, dove accusa OCST, UNIA e VPOD di nascondersi e di non difendere i lavoratori: "Tassa di collegamento: OCST, UNIA e VPOD si nascondono. Non difendono i lavoratori che pagheranno 1'200 franchi in più l'anno. Vergogna!". Poco dopo, Modenini rincara la dose sulla "propaganda di Stato" svolta sui mezzi pubblici.
Da noi contattato telefonicamente, Meinrado Robbiani (co-presidente e segretario cantonale OCST) ci spiega che il suo sindacato prenderà posizione ufficialmente sul tema il prossimo 17 maggio, data in cui si svolgerà la riunione del Comitato cantonale OCST. "Ci esprimeremo in merito dopo un'attenta analisi interna, considerando le diverse opinioni all'interno del sindacato stesso", afferma Robbiani.
Enrico Borelli (UNIA) dal canto suo afferma di non voler reagire al tweet provocatorio: "Modenini scriva quello che vuole, è quasi ridicolo". UNIA farà le sue valutazioni nella riunione di direzione prevista per domani: "Di sicuro non sosterremo il referendum" taglia corto Borelli, che non vuole esprimersi ulteriormente sul tweet di Modenini.
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