
Lettera di dimissioni per Susanne Ruoff. A inoltrarla il comitato "Uniti in difesa del servizio postale" - composto dai sindacati Syndicom, l'USS Ticino e Moesano e il partito socialista - che accusano la direttrice di "gravi responsabilità" nella conduzione dell'azienda "di proprietà della Confederazione" e dunque "dei cittadini".
Il comitato rimprovera la Posta, diretta da Ruoff, di non "ascoltare la popolazione" che si è espressa a più riprese contro la chiusura degli uffici postali; chiusure che avvengono "senza tener conto delle osservazioni e delle richieste dei comuni"; di "favorire il dumping salariale"; di non garantire "un servizio universale" a tutte le regioni del paese, di "illudere i commercianti sui vantaggi finanziari" nel creare un'agenzia postale "che poi non si verificano" e che "non offrono le stesse prestazioni"; infine che "trascura la sua responsabilità di impresa socialemente responsabile", licenziando personale anche di lungo corso e peggiorando le condizioni di lavoro.
Da qui la lettera di licenziamento inviata alla stessa direttrice. Nella missiva il comitato punta pure il dito contro la "maggioranza dei Parlamentari che ha deciso di privatizzare e liberalizzare un patrimonio nazionale prezioso" e la consigliera federale Doris Leuthard, rea di aver stilato la proposta di ordinanza del Consiglio federale che chiede la chiusura di centinaia di uffici postali.
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