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Viabilità
I semafori del Piano si accendono a Berna, USTRA: «Pazienza e fiducia»
Continuano a far discutere i nuovi semafori installa sul Piano di Magadino. USTRA chiede pazienza e fiducia e sottolinea che i benefici si vedranno in futuro. Il tema approda a Palazzo Federale. il consigliere nazionale Simone Gianini lancia l'interpellanza all'Esecutivo Federale. Sulla problematica si espone anche Piero Marchesi. «Vogliamo capire cosa intende fare USTRA per risolvere il problema», hanno detto.

«Noi chiediamo gentilmente alla popolazione un poco di pazienza. L'utenza deve capire anch'essa come funziona il sistema ed avere fiducia nei nostri servizi». Pazienza e fiducia: è quello che chiede Tosca Marci, portavoce della Regione sudorientale dell’Ufficio federale delle strade, in riferimento alla questione, più che mai accesa, dei semafori di Cadenazzo. In una tratta già di per sé trafficata, USTRA ha l’obiettivo di garantire una circolazione efficace e sicura per tutti. Al momento la risposta della popolazione appare negativa: per USTRA, infatti, il progetto darà i suoi frutti a lavori ultimati. «Da simulazioni effettuate dai nostri tecnici -ci dice Marci- abbiamo appurato che grazie a questa nuova viabilità vi sarà un beneficio sulla percorrenza del tempo della tratta. Parliamo di più o meno 10-20% di tempo risparmiato. Naturalmente questo nel momento in cui tutti gli impianti semaforici saranno messi in servizio; quindi, a partire dal 2026 per quanto riguarda la tratta di Cadenazzo e poi a partire dal 2027 quando tutta la tratta tra Cadenazzo e Quartino sarà attivata».

Dal Ticino a Berna

Le code non scompariranno, ma il traffico sarà più fluido e potrà riassorbirsi meglio, ci dice USTRA. Una problematica già sottoposta all’attenzione del Consiglio di Stato da alcuni deputati cantonali. Ora, il tema arriva in corsia preferenziale anche Oltre Gottardo in particolare attraverso un’interpellanza del consigliere nazionale Simone Gianini all’Esecutivo federale, in cui chiede risposte oggettive e una comunicazione proattiva in modo da rassicurare gli automobilisti. «Non è un sistema di gestione del traffico necessariamente negativo», afferma Gianini. «Bisogna però dimostrare l'efficacia di questa misura, perché la frustrazione degli automobilisti non può essere un viatico a che la situazione venga poi ben sopportata. Chiediamo quindi al Consiglio Federale - che poi ovviamente si rivolgerà ad USTRA - di rassicurare la popolazione perché non c'è nulla di peggio che essere in colonna e non immaginare che un domani la cosa possa perlomeno migliorare». Il tema è stato affrontato anche dal consigliere nazionale Piero Marchesi che, come Gianini, attende l’ora delle domande al Consiglio Federale di lunedì per già sollevare la questione: «È chiaro che quando installano dei semafori, spesso e volentieri gli ingegneri del traffico dimostrano che tutto andrà bene nelle fasi pianificatorie. Poi però si verificano situazioni diverse. Dopo questi primi giorni queste aspettative non sono assolutamente garantite e qui si pone il problema. Vogliamo capire come intenda USTRA risolvere le problematiche che sono apparse in questi giorni. Al di là del fatto che il popolo ha detto di no e poi la Confederazione ha imposto la posa dei semafori, oggi è importante che venga garantito un miglioramento della situazione e non un peggioramento a livello di colonne».

La votazione del 2019

Nel 2019, come ricorda Marchesi, la popolazione aveva bocciato con il 73% il credito riferito ai semafori di Cadenazzo. USTRA, però, sottolinea che i progetti sono diversi. «Non si tratta della trasformazione di una rotonda in un semaforo indipendente, ma si creerà una gestione del traffico tramite un sistema autoregolato e coordinato del traffico con dei semafori che si parlano tra di loro e che possono misurare il traffico in tempo reale», spiega Marci. 

Il futuro con il collegamento A2-A13

Una prima tappa, quella dei semafori di ultima generazione, che si inserisce nel contesto del Piano del futuro. L’ultimo gradino sarà il collegamento A2-A13. «L'unica soluzione - dice Gianini - è quella di dare a quel collegamento una capacità, una modernità e una uscita dai centri abitati con il collegamento autostradale A2-A13». Quel futuro è però ancora lontano e al momento i politici sono incolonnati in attesa di risposta, così come gli automobilisti.