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Ticino
I russi disertano Via Nassa
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Le sanzioni svizzere alla Russia rappresentano, secondo l’Associazione Via Nassa, un nuovo duro colpo per la strada luganese del lusso. “È addirittura peggio del Covid”

Per Mario Tamborini, segretario dell’Associazione Via Nassa, piove sul bagnato. Dopo il contraccolpo legato al coronavirus, il conflitto russo-ucraino è un’altra sberla in faccia alla strada del lusso luganese. “Questa situazione, con il blocco dei beni russi, è addirittura peggio del Covid”, ha dichiarato ai microfoni di Ticinonews. È di ieri la notizia di orologi svizzeri dal valore di diversi milioni di franchi confiscati dal Cremlino a Mosca. Per Tamborini si tratta di una ritorsione a seguito delle sanzioni volute da Berna. E a suo dire, le sanzioni svizzere peseranno come macigni sulla nostra economia. “La vedo come una forma di razzismo che va a colpire una parte della popolazione e un boomerang che la nostra Via pagherà a caro prezzo”.

Concorrenza di Dubai
Il suo lavoro per l’Associazione Via Nassa è iniziato nel lontano 2005. Un periodo di benessere generale che appartiene però al passato. Oggi, ci dice, la situazione è critica. Il ritorno dei clienti svizzeri ha dato respiro alla storica strada dello shopping luganese, ma i russi rappresentavano una fetta considerevole. Non tanto a livello numerico, ma per spesa pro capite. “Il cliente russo di regola non chiede il prezzo, se ama un prodotto lo acquista. Questa situazione rischia di farli scappare, so già di persone che si sono spostate per esempio a Dubai. Forse non torneranno più in Ticino e per noi è un problema”, conclude il segretario dell’Associazione Via Nassa.

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