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Ticino
"I ristoratori non promuovono il vino ticinese"
"I ristoratori non promuovono il vino ticinese"
"I ristoratori non promuovono il vino ticinese"
Redazione
7 anni fa
È polemica tra produttori ed esercenti per le troppe bottiglie rimaste invendute. Suter: "Accuse vergognose e infondate"

Destino ha voluto che l’assemblea della Federviti capitasse proprio 24 ore dopo il giorno più funesto del 2019, con la grandinata di venerdì - che ha colpito soprattutto il Mendrisiotto - che ha lasciato il segno. La buona notizia per i viticoltori ticinesi è che la maggior parte dei vitigni è protetta da reti antigrandine che hanno difeso le infiorescenze. 

A scaldare gli animi più di tutti, però, non è stato il maltempo bensì il j'accuse del presidente di Federviti Biasca e Valli Stefano Bollani che senza mezzi termini ha definito vergognoso il fatto che i ristoratori del cantone non promuovano il vino ticinese. Uno sfogo, il suo, condiviso e applaudito all’unanimità: "Se pensiamo che ci sono dei ristoranti che non offrono nessun vino ticinese e neppure svizzeri, occorre lavorare per sensibilizzare maggiormente albergatori e ristoratori a essere vicini al nostro settore", ha commentato il presidente di Federviti Giuliano Maddalena ai microfoni di TeleTicino.

La replica del presidete di GastroTicino Massimo Suter non si è fatta attendere: "È scandaloso e vergognoso che facciano affermazioni del genere senza cognizione di causa - ha tuonato - Se andassero sul territorio a vedere, si accorgerebbero che siamo i primi a promuovere i vini e la gastronomia ticinese".

Durante l'assemblea sono stati citati due ristoranti: uno di Lugano che, su una carta di 100 vini, ne propone solo due ticinesi; un altro di Giubiasco che invece non offre nessuno vino ticinese al bicchiere. Per Suter, tuttavia, si tratta di esempi isolati che "non fanno stato". Prima di tutto, spiega Suter, "il vino ticinese al bicchiere è difficile trovarlo perché ha un costo non indifferente. Inoltre non si può affermare che non promuovano vini ticinesi se ne hanno due in carta. Non c'è nessun obbligo di avere una percentuale di vini locali in carta. Poi dipende anche dalla tipologia di ristorazione che sono andati a visitare". 

"Credo che prima di accusare una categoria intera di non voler sostenere un determinato prodotto, sia meglio forse informarsi maggiormente e prendere contatto con l'associazione stessa per vedere se effettivamente questi timori vengo confermati dal campo" ha concluso Suter. 

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino di sabato 27 aprile

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