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Ticino
I responsabili del dumping? "Tutti italiani"
Redazione
11 anni fa
La denuncia arriva da Roberto Cattaneo, responsabile dei frontalieri per l'UIL, che si confronta con una quindicina di casi l'anno

Roberto Cattaneo, responsabile dei frontalieri per conto del sindacato italiano UIL, aveva mandato una decina di giorni fa una breve lettera al CdT in cui ritornava sul caso della frontaliera pagata 9 franchi l'ora, affermando che "gli imprenditori protagonisti di questi episodi vergognosi sono tutti italiani. Non la maggior parte, tutti."

Affermazioni forti, delle quali abbiamo chiesto spiegazioni al diretto interessato, che nuovamente non le ha mandate a dire: "Nella mia casistica personale, relativa al solo Comasco, mi sono trovato ad affontare centinaia di casi di dumping salariale e nel 98% di essi mi sono ritrovato confrontato ad aziende dirette da cittadini italiani."

Il sindacato UIL lavora in stretta collaborazione con UNIA e con l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro del Cantone. "A Bellinzona - ci spiega il responsabile territoriale per i frontalieri della provincia di Como - abbiamo esposto la tesi che almeno il 95% dei responsabili di dumping è italiano ed essi si concentrano soprattutto nel settore terziario. Abbiamo chiesto di comunicarci quando riscontrano dei casi di dumping e la collaborazione tra noi è buona, nonostante l'Ufficio sia oberato di lavoro, ma fanno il massimo possibile."  

Tanti sono però anche i casi non segnalati, perché spesso a un frontaliere "certi salari, seppur così bassi, stanno bene visto che sono meglio che nulla o comunque migliori che oltreconfine." A mancare al momento, come ben noto, sono misure efficaci per arginare il fenomeno: "Le iniziative di sensibilizzazione al padronato sono sicuramente lodevoli, ma non bastano. Occorrono controlli approfonditi, perché sono troppi gli italiani che vengono in Ticino solamente per sfruttare i vantaggi burocratici." Una soluzione potrebbe venire dalla recente approvazione dell'iniziativa dei Verdi 'Salviamo il lavoro in Ticino' secondo Cattaneo, che è però cosciente che essa "non cancellerà i problemi, anche perché sicuramente ci sarà chi raggirerà il sistema con contratti part-time fasulli."

"In Italia - precisa il responsabile dei frontalieri UIL - i CCL introdotti alcuni decenni fa hanno migliorato la situazione, soprattutto in regioni come la Lombardia, anche se chiaramente i raggiri non mancano." Per il sindacalista, se in Svizzera tutti i settori funzionassero con i CCL esistenti nell'edilizia e nel settore degli orologiai, "la situazione sarebbe sicuramente migliore".

OC

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