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"I reparti AMI non sono a rischio"
"I reparti AMI non sono a rischio"
"I reparti AMI non sono a rischio"
Redazione
7 anni fa
Il DSS ha commentato la sentenza del TAF secondo cui i reparti violano il diritto federale

La notizia nell’ambiente ospedaliero ha creato più di un sudore freddo: i reparti acuti di minore intensità - i cosiddetti reparti AMI previsti dalla legislazione cantonale - violano il diritto federale.

La conclusione è contenuta a chiare lettere nella sentenza del 25 febbraio scorso sulla pianificazione ospedaliera pronunciata dal Tribunale amministrativo federale (TAF) nella vertenza tra il Cantone e due cliniche private (vedi articolo suggerito).

Una conclusione che solleva più di un interrogativo, considerato che la pianificazione ospedaliera cantonale ha istituito in Ticino ben 195 posti letto di questo tipo.

Risvolti giuridici a parte, sulla questione oggi è intervenuto il Dipartimento sanità e socialità (DSS) con una prima rassicurazione. Questi reparti AMI, ha spiegato il direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi ai microfoni di TeleTicino, non sono a rischio: "Questi reparti AMI - in tutto 195 posti letto - non sono a rischio. Questi posti sono in esercizio nelle strutture che non hanno fatto ricorso al TAF. Dall'inizio del 2018 abbiamo alcune convenzioni con gli assicuratori malattia perché il sistema di finanziamento è conforme alla Lamal e quindi non riteniamo, anche dopo la sentenza, che questo sistema di finanziamento venga messo in discussione.”

Non ci sarà dunque alcun blocco delle prestazioni. La sanità ticinese potrà continuare a farvi affidamento. Almeno per ora visto che sul sistema di finanziamento sono pendenti alcuni ricorsi. "Sì, abbiamo recentemente avuto notizia che qualche paziente ricoverato in un reparto AMI ha contestato la fattura dell'assicurazione malattia e la sua partecipazione ai costi, facendo leva sul concetto acuto di minore intensità."

E questa, del resto, sembra anche la critica del TAF che mal comprende la natura ibrida di questi posti letto: acuti di minore intensità, ma inseriti nelle case anziani! Ad ogni modo, cosa ne sarà di questi reparti AMI nella prossima pianificazione ospedaliera? E quali alternative esistono per questi 195 posti letto ibridi che il TAF considera fuori legge?

Secondo il DSS i reparti AMI continuano a costituire la soluzione migliore: "Questi reparti AMI sono in esercizio e hanno una base di finanziamento solida attraverso il contributo degli assicuratori malattia, certificato dalle convenzioni. Per contro, pensare di riportare questi posti letto in un settore acuto puro porrebbe dei grossi problemi di coerenza con lo studio sul fabbisogno, con i tassi di ospedalizzazione (superiori in Ticino rispetto al resto della Svizzera) e, quindi, delle incognite sulle possibilità di finanziamento", ha concluso Bianchi.

Proprio in queste ore, il deputato PLR Franco Celio ha inoltrato un'interpellanza urgente chiedendo in che modo il Cantone intenda agire dopo la suddetta sentenza.

Tutti i dettagli con le l'intervista completa al direttore della divisione nel TG di TeleTicino delle 18.45

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