“I ragazzi si comportano bene”
Secondo quanto emerge dai dati dello studio Corona Immunitas circa un quinto degli adolescenti ha contratto il virus, dato sotto le attese, e molti ritengono buono il proprio benessere fisico e mentale
di Radio3i/MJ
“I ragazzi si comportano bene”
Foto © CdT/Gabriele Putzu

Da oggi anche i giovani potranno godere degli allentamenti previsti dal Consiglio federale, con l’apertura di diverse attività a tutti i nati dopo il 2001. Giovani di cui spesso si è discorso in questi giorni e che sono una parte importante dello studio di Corona Immunitas, un’ indagine epidemiologica che si pone come obbiettivo di valutare l'impatto del coronavirus, la sua diffusione e lo sviluppo dell'immunità nella popolazione svizzera e ticinese, utilizzando anche i test sierologici. Cosa è emerso al riguardo delle giovani generazioni? I colleghi di Radio3i lo hanno chiesto al co-responsabile del progetto, il professor Emilano Albanese.

“Il virus è circolato meno di quello che ci aspettavamo”
Per il professore Albanese il primo dato su cui vale la pena di soffermarsi “è quello della sieroprevalenza, ovvero la proporzione di ragazzi, in questo caso, che hanno anticorpi verso il Sars-Cov-2, il virus del coronavirus. Questa si attesta sotto al 20% in Ticino”. Un valore che sembra alto, ma che necessita di essere contestualizzato: “per darvi un valore di riferimento”, spiega Albanese, “al termine della prima ondata questo dato era al 12%, ma tra l’intera popolazione adulta. Noi i prelievi li abbiamo fatti tutti entro Natale, nelle ultime due settimane di novembre, quindi questo vuol dire che al termine della seconda ondata i nostri ragazzi hanno fatto tutto sommato un ottimo lavoro, perché il virus è circolato meno di quello che ci si poteva attendere”.

“Il 70% dei giovani si dice contento”
Per la popolazione giovane questi non sono stati mesi semplici, con tutte le restrizioni da rispettare. Lo studio Corona Immunitas si concentra, tra i vari indicatori, anche sullo stato mentale degli intervistati. I ragazzi come hanno passato questi mesi? “Questa è una cosa molto importante e anche bella”, dichiara Albanese, “il dato lo abbiamo e oltre il 70% dei nostri ragazzi alla domanda concreta sul ‘well-being’, il benessere fisico e mentale, ci risponde di stare bene, di stare proprio benone”. Dato su cui l’apertura degli istituti scolastici potrebbe avere un effetto considerevole, come sottolinea il professore: “Non possiamo escludere che ci sia un merito anche nell’aver voluto tenere le scuole aperte, che sono un momento importante di socialità e non solo. Scuole all’interno delle quali le misure precauzionali sono state mantenute, sennò il virus sarebbe circolato di più, e che non possiamo escludere abbiano contribuito a questo dato sul benessere, tutto sommato alto”.

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