Cerca e trova immobili
Ticino
“I ragazzi hanno bisogno di incontrarsi”
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa
Le restrizioni per i giovani sono particolarmente dure e molti reagiscono sfidando le regole, ne abbiamo parlato con gli operatori sociali di Lugano

“Adesso questo bisogno di incontrarsi fra coetanei è talmente forte che ogni tanto prevarica su quella che è la ragione”. È con queste parole che Stefanie Monastero, responsabile delle politiche giovanili della Città di Lugano, sintetizza la situazione attuale vissuta dagli adolescenti. Una spinta alla socialità che finisce per essere più forte della paura di prendere una multa. “Siamo nella situazione in cui i ragazzi hanno bisogno di incontrarsi e l’incontrarsi va contro le regole dettate dal Consiglio di Stato”, aggiunge.

“I ragazzi non sono solo immersi nel virtuale”
La conferma arriva anche da Gianluca Bottinelli, che a Lugano fa l’operatore di prossimità: “Vediamo soprattutto in questo periodo che i ragazzi hanno un forte desiderio di stare assieme, di condividere spazi, di condividere momenti. Questo a dimostrazione del fatto che i ragazzi non sono solo immersi nel virtuale, ma hanno il desiderio come noi adulti di stare insieme e di passare dei momenti insieme”, racconta.

Il caso della pensilina di Lugano
Uno degli esempi balzati agli onori della cronaca negli ultimi mesi è quello della pensilina di Lugano, luogo d’elezione per molti giovani e varie volte zona d’intervento della polizia: “In questo momento è anche abbastanza fisiologico che si incontrino lì, perché non ci sono attività da fare e quello è un grande luogo di passaggio. Quindi finita la scuola o prima della scuola, dalla Pensilina tanti passano”, spiega Stefanie Monastero: “Soprattutto adesso che il gruppo è stato negato per tanto tempo e che ancora adesso non potrebbero incontrarsi. Quindi hanno questo desiderio di incontrarsi anche in grandi gruppi. Quando diversi gruppi si incontrano tra di loro, spesso si arriva a divergenze di opinioni che possono sfociare anche in episodi di violenza”. Tensioni esasperate anche dalla “sparizione” degli adulti, come spiega Bottinelli: “La cosa surreale, per me, è che non ci sono in giro adulti. Non c’è quel controllo sociale da parte degli adulti che c’è di norma. Ci sono in giro giovani e forze dell’ordine e questo già di per sé crea tensioni”.

Si teme per i ragazzi che non fanno cronaca
Al di là della violenza tuttavia, è l’isolamento a preoccupare: “La mia preoccupazione è per questi ragazzi che non emergono sui giornali, quei ragazzi che non fanno notizia. Sono quei ragazzi che reagiscono in maniera più depressiva, più ansiosa. Sarà importante aiutare quei ragazzi a reintegrarsi nel quotidiano una volta finito questo brutto periodo”. Per questo, nonostante siano limitati dalle norme anti-Covid, i centri giovanili di Viganello e Breganzona continuano a lavorare: “ Anche prendere contatto tramite un clic o con un messaggino si può fare sempre”, spiega Monastero, “io esorto chiunque a farlo, anche solo per un confronto, una chiacchierata, noi ci siamo”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata