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Ticino
“I problemi ci sono stati, ma non era mobbing”
Immagine Shutterstock
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Ginevra Benzi
4 anni fa
Il Municipio approva il rapporto stilato dal Club nel quale si segnalavano problemi, ma non di mobbing. Ora i due allenatori dovranno seguire un preciso codice etico e disciplinare

Potranno continuare a insegnare l’allenatore e l’istruttrice che negli scorsi mesi erano finiti sotto i riflettori a causa di comportamenti vessatori nei confronti di due giovani pattinatrici.

Problemi sì, ma non di mobbing
Stando a quando riportato dalla RSI, il Municipio di Lugano ha infatti approvato il rapporto stilato dal Club a seguito delle accuse, dove veniva precisato che, secondo le autorità, i problemi non sono mancati, ma non rientravano nella sfera del mobbing.

Un codice etico da rispettare
La decisione del Municipio è pertanto quella di permettere ai due di continuare a insegnare, ma dovranno rispettare un preciso codice etico e disciplinare. L’istruttrice, lo ricordiamo, aveva già ripreso le attività a inizio marzo.

Il Comitato si è dimesso in corpore
Stando a quanto riporta LiberaTV, il Comitato direttivo del Club, presieduto da Fausta Alberti, si è dimesso. La notizia è stata data in una circolare ai soci inviata il 25 marzo convocando un’assemblea generale straordinaria per mercoledì prossimo. “Il Comitato direttivo – riporta LiberaTV – ha deciso di rassegnare le dimissioni, di conseguenza coloro che intendono candidarsi per un posto nel CD dovranno inoltrare un loro curriculum vitae accompagnato da una breve lettera di motivazione”.

Reazione delle famiglie
LiberaTV ha anche riportato la reazione delle famiglie colpite. “Sapevamo che sarebbe arrivato un rapporto che sminuisse i fatti. Stiamo parlando di veri e propri maltrattamenti quali ‘tirate di capelli’, ‘spintoni’, insulti pesanti anche nei confronti di atlete di soli 9 anni, che non possono in nessun caso essere tollerati né tantomeno essere confusi con incoraggiamenti tesi a migliorare le performances sportive. Duole constatare che non ci sia stata una reale volontà di fare chiarezza e pulizia e che i vertici del Club pattinaggio Lugano non si siano mai scusati con le ragazze coinvolte. Ci dispiace che le nostre figlie siano state costrette ad interrompere, loro malgrado, l’attività sportiva che amavano, tuttavia speriamo che il loro coraggio non sia stato vano ma che possa aver contribuito a migliorare l’ambiente per le atlete future”.

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