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Ticino
I poliziotti fuggono da Ascona?
Redazione
12 anni fa
In quattro mesi sei agenti hanno lasciato il corpo, denuncia il PPD: "Stiamo diventando una barzelletta!". Ma il Municipio ridimensiona la fuga

Una volta si diceva: “facile come rubare le caramelle ai bambini”. Ma secondo il PPD di Ascona, se andiamo avanti di questo passo, tra un po’ si dirà: “facile come rapinare una gioielleria ad Ascona!”.

La sezione popolare democratica, in una nota odierna, denuncia una situazione che a suo dire è ormai insostenibile. "È successo due volte in quattro mesi. A 50 metri di distanza. Stesse modalità. Forse stesse persone. In pieno giorno. In bicicletta! Stiamo diventando una barzelletta! Ce ne rendiamo conto, si o no? Parliamo tanto di crisi economica e non ci accorgiamo che stiamo buttando via la nostra più grande ricchezza, il vero valore aggiunto della nostra economia: la sicurezza, quella dei nostri cittadini e quella dei nostri ospiti."

"Diciamo le cose come stanno" scrive il PPD. "Ad Ascona si trova il modo di garantire tutti gli anni oltre CHF 700'000.- al museo comunale (che ha una media di 5 visitatori e mezzo al giorno ed entrate annue per poco più di CHF 20'000.-). Ma proprio non si trova il modo di avere un corpo di polizia all’altezza, efficiente e capace di garantire la sicurezza. Solo negli ultimi 4 mesi si sono registrate 6 partenze di agenti di polizia. Ve ne sarà una settima di qui a poco. Continuiamo a fare finta che non esiste il problema? Che è tutto sotto controllo? Continuiamo a cercare alibi?"

La sezione PPD di Ascona chiede quindi che il Municipio affronti con serietà il problema. In particolare chiede al Municipio di istituire un gruppo operativo di esperti (task force), con il preciso compito di individuare ed adottare tutte le misure più adeguate ed efficaci a garantire la sicurezza del borgo.

Sentito da Radio 3i, il municipale Tiziano Broggini ha però tenuto a ridimensionare questa presunta fuga dal Corpo di Polizia di Ascona, precisando che tre di questi agenti sono stati sostituiti, mentre negli altri tre casi si trattava di agenti della Cantonale che lavoravano ad Ascona grazie a una convenzione e che sono tornati al loro ruolo originale una volta che la stessa è scaduta.

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