
Ieri dopo un lungo dibattito fiume il Gran Consiglio ha finalmente dato il via libera alla Pianificazione ospedaliera. Tra le altre cose, si è deciso che il Mendrisiotto avrà 15 letti post acuti in più.
Radio 3i ha sentito in merito colui che per primo ha lanciato l'appello in difesa del fabbisogno di letti della regione, il primario dell'Ospedale Beata Vergine Brenno Balestra.
Dottor Brenno Balestra, lei negli scorsi mesi si è battuto fortemente per la causa e alla fine il Gran Consiglio le ha dato ragione. È soddisfatto?
"Certo, io sono molto soddisfatto, ma non tanto a titolo personale, quanto piuttosto per aver dato voce a un bisogno reale dei pazienti del Mendrisiotto. Questo appello è stato accolto in modo veramente compatto - che mi ha stupito - dai sindaci della regione, oltre ogni steccato partitico, e da un drappello importante di deputati in Gran Consiglio che hanno portato questa voce in Parlamento. Quindi a loro va tutta la mia gratitudine."
Questi 15 letti in più secondo lei sono sufficienti?
"Certo, era il bisogno totale, quindi di 45 letti per il nostro distretto, i 30 nell'ala nuova che verrà costruita nei prossimi anni e i 15 già presenti nella clinica Santa Lucia di Arzo. Questo era il fabbisogno stimato, numeri alla mano e anche paragonabile nelle cifre a quello degli altri distretti."
C'è da dire che però all'orizzonte si intravvedono delle nubi. Alcuni deputati hanno sottolineato come la creazione del centro privato madre e bambino a Lugano potrebbe far smantellare la maternità a Mendrisio? C’è questo rischio?
"Non credo proprio. La sanità si muove in modo estremamente dinamico, quindi quello che si fa oggi magari domani non lo si fa più, ma si fa qualcos'altro. La sfida principale del nostro ospedale è quella di integrarsi al meglio in una rete di prossimità, quindi di lavoro ce ne sarà tanto comunque."
Ascolta l'intervista di Radio 3i al dottor Brenno Balestra nell'audio allegato.
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