
Il 29 agosto a Cadenazzo è stata attivata una serie di impianti semaforici lungo la cantonale che ingloba via San Gottardo, via Stazione e via Cantonale. Spuntati come funghi, i semafori sostituiscono le già presenti rotonde. Il tratto è da sempre trafficato e ora pare esserlo ancora di più. "È una vergogna", ci dice un signore in automobile. "Ormai il traffico c'è sempre stato", afferma un'altra persona rassegnata. Infine una signora a questo punto farebbe un passo in avanti in più. "Che si mettano almeno le strisce pedonali per i ragazzi", ci dice. Insomma, una situazione che sembra far storcere il naso a molti.
Si muove la politica
Sui social spopolano i video indignati, critiche indirizzate all'Ufficio Federale delle Strade sui quaranta milioni di franchi spesi, sulle attese causate dalla segnaletica e sulla velocità ai tempi di percorrenza. In tal senso si muove anche la politica: è stato infatti presentata al Consiglio di Stato un'interrogazione. I primi firmatari sono Patrick Rusconi e Claudio Isabella, da noi raggiunto: "Abbiamo fatto un atto parlamentare firmato da più partiti", ci spiega, "dove chiediamo informazioni e di tenere sotto controllo i dati su questa tratta verificando che i tempi di percorrenza. Chiediamo inoltre di tornare alla situazione precedente nel caso in cui questi semafori non siano efficienti ed efficaci". Isabella, tra le numerose conseguenze, fa inoltre leva sulla volontà popolare: "Sono molte le conseguenze: le persone che passano più tempo in auto e non in famiglia o al lavoro. Le aziende perdono soldi. Ci sono poi conseguenze a livello ambientale a causa del traffico. È difficile trovare lati positivi in questo momento, quindi io sono molto critico. Non va bene anche perché la popolazione nel 2019 a netta maggioranza, oltre il 70% ha detto che non voleva i semafori su questa tratta, eppure oggi abbiamo i semafori", ricorda Isabella.
Scetticismo
L'interrogazione ora è sui tavoli del Consiglio di Stato. Cosa farà USTRA lo sapremo solo in futuro. Isabella però è scettico: "Purtroppo abbiamo visto anche in altri casi che non ascoltano sempre le necessità e i bisogni della popolazione, ma mi auguro che con l'intervento della politica qualcosa si possa fare". Cittadini indignati, politica che si muove, la speranza è che si possa trovare una quadra.

