
La Commissione paritetica cantonale (CPC) per il commercio al dettaglio del Cantone Ticino, riunitasi questa mattina a Lamone, ha focalizzato la sua attenzione sull’attività di accertamento del quorum dei datori di lavoro.
"Rammentiamo che, durante l’elaborazione del CCL (periodo marzo-giugno 2016), ci si basava su una stima di 2'200 negozi, che occupavano complessivamente 12'000 collaboratori. Trattavasi di un’ipotesi di lavoro fondata su una statistica Cantonale dell’anno 2008, aggiornata nel 2011 - si legge in un comunicato stampa diramato oggi - Nell’attività di avvicinamento sul terreno dei datori di lavoro, si è dovuto constatare come tale stima non fosse più aderente alla realtà. Il settore della vendita ha infatti registrato negli ultimi 5 anni una profonda trasformazione contraddistinta da una consistente diminuzione di negozi sul territorio".
A dicembre 2016 si è pertanto deciso, in accordo con il Consigliere di Stato Christian Vitta, di procedere ad un censimento reale attraverso le cancellerie comunali e l’attività porta a porta sul terreno. Tale censimento conferma ora la presenza di circa 1'600 punti vendita e 1'100 datori di lavoro, confermando quindi quanto anticipato da TeleTicino il 30 gennaio scorso.
"La sottoscrizione del CCL da parte dei titolari dei negozi procede a ritmo serrato. La Commissione paritetica è fiduciosa sull’esito positivo dell’esercizio e conferma la propria determinazione ad inoltrare la formale istanza di obbligatorietà generale del ccl, ritenuti raggiunti tutti i quorum necessari".
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