
Resteranno nei forzieri della Banca dello Stato almeno fino al termine dell'inchiesta penale i valori patrimoniali sequestrati nel 2009 dalla Procura ticinese alla Aston Bank di Lugano, il cui direttore generale Camillo Costa era stato arrestato con le accuse di appropriazione indebita, amministrazione infedele per scopo di lucro, riciclaggio aggravato e ripetuta falsità in documenti (si parlava di un buco di circa 20 milioni di franchi).
La banca di via Clemente Maraini, attualmente in liquidazione dopo che nel 2009 la FINMA ne aveva ordinato il fallimento, si è rivolta al Tribunale federale per chiedere il dissequestro dei suoi attivi, che a suo dire avrebbero dovuto essere liberati per la continuazione della procedura di fallimento.
Una richiesta che era stata respinta dalla Corte cantonale, secondo cui tra quegli averi patrimoniali "vi sono verosimilmente ancora beni provento di reato".
I giudici di Losanna, invece, non sono nemmeno entrati nel merito e hanno dichiarato inammissibile il ricorso della Aston Bank, ponendo a suo carico le spese giudiziarie.
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