
Ospite speciale ieri sera alla cerimonia di chiusura del Festival dei diritti umani: a prendere la parola sul palco è stata infatti l’ex presidente della Camera italiana Laura Boldrini (nell’occasione, piccola gaffe per il municipale Roberto Badaracco, che l’ha presentata come ex presidente del Senato).
Boldrini, che dal 1998 al 2012 è stata pure portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha immancabilmente parlato della questione-migranti e di quanto sta accadendo in Italia, dagli arresti domiciliari per il sindaco di Riace alla polemica di Lodi. “Il diritto d’asilo è un diritto fondativo di tutte le carte che hanno dato la direzione dopo la Seconda guerra mondiale” ha precisato la politica italiana, secondo cui il sindaco del Comune calabrese è uno dei pochi ad aver capito “che queste persone vanno aiutate, ma al tempo stesso possono aiutare”.
In questi anni, tuttavia, “la politica ha spesso usato i migranti come capro espiatorio. Quando qualcuno non ha la prospettiva di una vita dignitosa per sé e per i suoi figli, ha bisogno di scagliare la rabbia su qualcosa”. Forte, come riportato dal Corriere del Ticino, la metafora usata da Boldrini: "I migranti sono le galline dalle uova d’oro per Salvini”.
L’ex presidente della Camera ha parlato anche degli attacchi personali – spesso a sfondo sessista - rivoltigli nel corso degli anni, invitando le donne a reagire: “Quando le donne alzano la testa e sfidano gli haters, diventano insopportabili a chi porta avanti una cultura maschilista”.
Su cosa puntare, dunque, per ridare importanza al rispetto? “Sui giovani e sull’istruzione”, ha concluso Boldrini.
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