
I medici ticinesi invitano il consigliere federale alla prossima assemblea dell’ordine. Dopo il successo della manifestazione di ieri, oggi l’Ordine dei medici scrive a Pascal Couchepin (nelle foto l'arrivo odierno di Couchepin all'USI a Lugano, ndr.). “Con grande preoccupazione prendiamo atto delle sue decisioni inerenti il futuro del nostro sistema sanitario”, scrive il presidente Franco Denti al consigliere federale. “Decisioni di sua specifica competenza che stanno impoverendo il lavoro dei professionisti della salute – il lavoro dei medici e delle diverse figure professionali – indispensabili per garantire un approvvigionamento medico-sanitario di qualità”. Al centro delle proteste, si sa, c’è la decisione del ministro di introdurre la revisione dell’Elenco delle analisi di laboratorio. Decisione che i medici chiedono di nuovo di ritirare. “La sua decisione - scrive l’Ordine - invece di rafforzare il ruolo del medico di famiglia - il primo anello della catena sanitaria - indebolisce soprattutto la medicina di prossimità, compromettendola seriamente nelle zone periferiche. Per poter lavorare con scienza e coscienza i medici di famiglia necessitano delle analisi di laboratorio e in base a quanto da lei deciso questo in futuro non sarà più possibile. Nelle scorse settimane diversi medici hanno analizzato la possibilità di mantenere vivo il proprio laboratorio, ma dalle loro proiezioni è emersa una perdita reale di circa il 20% che mette fortemente a rischio il futuro del laboratorio dal punto di vista economico-aziendale. Questa decisione mina pertanto le fondamenta dell’approvvigionamento medico-sanitario del nostro Paese”. L’Ordine dei medici chiede a Couchepin di prendersi il tempo per studiare nel dettaglio la proposta promossa dal corpo medico e di risiedersi al tavolo di discussione con i patner istituzionali. Non solo. Denti ricorda pure al consigliere federale che sta per scadere la moratoria per l’apertura di nuovi studi medici. “Nulla a togliere ai nostri colleghi provenienti dall’estero - si legge - ma non riteniamo opportuna la scelta di colmare la penuria di medici di famiglia optando soprattutto sull’importazione di colleghi d’oltre Confine”. Inoltre c’è il problema delle procedure di economicità delle cure promosso da Santésuisse, il cui indice statistico per il Ticino è stato ritenuto inadeguato dallo stesso Politecnico di Zurigo. “Considerato il grande scetticismo verso l’operato dei vertici dell’Ufficio federale della sanità pubblica - e così termina la lettera aperta - riteniamo doveroso promuovere un’opportunità di incontro tra lei ed il corpo medico ticinese. Con la presente la invitiamo pertanto a partecipare all’assemblea generale ordinaria dell’Ordine dei Medici del Cantone Ticino che si terrà il prossimo 22 aprile.Couchepin irremovibile"Prendo atto e conoscenza delle osservazioni che sono state fatte", ha dichiarato oggi all'USI il ministro della sanità. "Ho letto attentamente tutte le lettere aperte. Purtoppo devo constatare la mancanza di proposte concrete. Noi vogliamo che il medico di famiglia possa effettuare le analisi, ma solo quelle qualitativamente ed economicamente necessarie. In più con il sistema che abbiamo introdotto, il medico di famiglia se esegue una o due analisi è meglio retribuito e inoltre una o due analisi sono generalmente sufficienti per una diagnosi".
"I laboratori di analisi invece - ha aggiunto Pascal Couchepin - sono diventati un centro di profitto indipendente. L’esempio è quello del Canton Vaud. Ho letto infatti che ci sono 500 laboratori. Questa ne è la riprova. Le tariffe infatti risalgono al 1994. Da quel momento ciò sono stati degli enormi passi in avanti nella tecnologia che hanno permesso di migliorare la produttività, ma le tariffe non sono diminuite e i consumatori non ne hanno beneficiato. E visto che le tariffe così alte garantiscono un guadagno, nel canton Vaud i laboratori sono sp
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