
Sciopero. I medici ticinesi scendono in sciopero. Contro il ministro Pascal Couchepin e le casse malati. Lo hanno deciso questa sera in un’assemblea a porte chiuse che si è svolta alla sala Aragonite di Manno. Presenti circa 150 camici bianchi presieduti da Franco Denti. Che già avrebbe definito Couchepin “un deficiente”. Oggi si limita a dire che è "un non competente".Il 1° aprile i medici seguiranno le orme degli operai delle Officine di Bellinzona. Sarà uno sciopero più breve ma altrettanto clamoroso. Ogni cantone è autonomo. La decisione di aderire alla protesta spetta agli Ordini cantonali. E il Ticino ha deciso di protestare. Al centro della rivolta ci sono le tariffe dei laboratori, ma anche altre misure federali che, secondo i medici, mettono a rischio la medicina di famiglia. A Manno, a portare solidarietà ai medici generici, c’erano anche gli specialisti. Pure i medici ospedalieri, infatti, aderiscono allo sciopero. Ovviamente non verranno compromessi pronto soccorso e reparti. Cure assicurate ai degenti, dunque, ma muso duro contro la politica di Couchepin. "Dopo 150 anni di storia dell'Ordine ticinese è arrivata la volta di scioperare - dice Denti -. Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica. Lottiamo per mantenere la qualità del nostro sistema sanitario. Non vogliamo diventare medici della mutua. Togliere le risorse diagnostiche ai medici di base è un controsenso".All’assemblea di questa sera c’era anche l’ex medico cantonale e consigliere nazionale Ignazio Cassis, che ha espresso il suo appoggio politico ai medici ticinesi. “Sono a fianco dei medici di base – ha dichiarato a ticinones.ch –, che rappresentano il pilastro del nostro sistema sanitario. Un pilastro che oggi è sempre più penalizzato e che va invece rafforzato”. emmebi
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