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Ticino
"I mafiosi ridono delle leggi svizzere"
Redazione
12 anni fa
Paolo Bernasconi e Erwin Beyeler criticano le autorità. "È più facile portare in Svizzera una prostituta illegale che un rifugiato siriano"

"La Svizzera ha urgente bisogno di nuove norme nella lotta contro le organizzazioni criminali". Lo afferma in un'intervista al Blick l'ex procuratore pubblico ticinese Paolo Bernasconi, un riferimento per la lotta alla mafia nel nostro Paese.

Bernasconi non si dice affatto stupito del fatto che la polizia sia riuscita a filmare un incontro della 'ndrangheta a Frauenfeld. "Avrebbe potuto succedere in tutti i Cantoni" afferma.

Secondo l'avvocato, in Svizzera la mafia è particolarmente potente nel mondo a luci rosse, dove opera un "vasto traffico di essere umani".

"Una prostituta illegale entra in Svizzera molto più facilmente di un rifugiato siriano" dichiara Paolo Bernasconi criticando le autorità.

Il settore a luci rosse sarebbe particolarmente allettante per la mafia, che poi da lì si espanderebbe ad altri ambiti.

Anche l'ex procuratore generale della Confederazione Erwin Beyeler lancia l'allarme in un'intervista al Tages Anzeiger. "Per poter perseguire i mafiosi, abbiamo bisogno di rivedere le leggi. Attualmente i mafiosi ridono delle leggi svizzere."

Secondo Beyeler, per contrastare le organizzazioni criminali occorre che la Svizzera adegui la sua legislazione ispirandosi a quella italiana. "Inoltre è assolutamente necessario inasprire le pene per mafia."

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