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Ticino
I macellai fanno affari senza turismo della spesa
Redazione
6 anni fa
Con il blocco degli acquisti in Italia, le vendite nei negozi ticinesi, soprattutto lungo il confine, stanno andando a gonfie vele e compensano altre perdite

Il blocco del turismo degli acquisti fa sorridere i macellai, che in questi giorni hanno visto crescere le loro vendite fino al 60%, soprattutto quelli vicini alla fascia di confine. È uno dei settori che riesce ad approfittarne da quando le restrizioni del turismo della spesa sono entrate in vigore lo scorso 6 novembre. “Abbiamo subito percepito una grande differenza: non arrivavano più solo i clienti abituali, ma anche gente nuova, come successo durante il primo confinamento” racconta il titolare di una macelleria a Mendrisio Angelo Valsangiacomo. E la crescita delle vendite va compensare altre perdite. Se infatti i clienti locali sono aumentati, mancano invece feste campestri, spiega il titolare. “I ristoranti iniziano un po’ a scendere e non abbiamo più le feste di paese. Con San Martino, la festa dell’uva o i mercatini lavoravamo molto, tutto questo è venuto a mancare”. Nel frattempo il negozio si prepara già in vista delle festività natalizie, con un rinforzo di personale: “Mai successo in 30 anni di attività”.

La situazione nel resto del Cantone
E le altre regioni? Secondo quanto dichiara Erich Jörg, direttore Centro Macellai, questo effetto positivo non si sente ancora negli altri negozi del Cantone. Ma così è stato anche durante il primo confinamento: “In primavera nei primi 10 giorni c’erano degli effetti in zona confine, poi più tardi su tutto il territorio. È quello che ci aspettimano anche questa volta. Nel Luganese si comincia a sentire, altrove non ancora”. Per quanto riguarda gli effetti della pandemia sul settore, la vendita al dettaglio funziona molto bene. “È un campo in cui potremmo dire ne stiamo approfittando” spiega Jörg. “Ma ci manca tutto quello che è legato alla ristorazione, agli eventi, alle feste e ora alle cene natalizie, che sono state annullate. Sono tutti grandi consumi che mancano anche a noi”.

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