
Sta facendo discutere la predica di Don Gianfranco Feliciani, parroco di Chiasso, che ieri si è scagliato contro il settimanale leghista, il Mattino della Domenica."Non capisco coloro che entrano in chiesa con il Mattino e che hanno consentito alla Lega di diventare il primo partito del Cantone. Una formazione politica che pubblica un giornale in cui non manca mai la volgarità", queste le parole pronunciate a una settimana dalle elezioni cantonali che hanno decretato la conferma dei due seggi del Movimento di via Monte Boglia, riprese da tutti i media. Abbiamo contattato Don Feliciani, che non è nuovo a uscite di questo genere, per capire di più su questa sua invettiva."Il tutto viene semplicemente dall'osservazione di ciò che fanno i miei figlioli, fa male la disinvoltura con cui portano quel giornalaccio a messa", spiega l'arciprete di Chiasso, precisando che la sua è una presa di posizione "contro la volgarità del Mattino", e non contro la Lega dei Ticinesi.Don Feliciani, c'è stato un episodio in particolare che ha fatto nascere in lei la voglia di parlare di questo tema?"Il giorno prima di domenica era il 25 aprile, giorno in cui si festeggia la Liberazione dell'Italia, il coraggio di ragazzi che sono andati contro corrente. Oggi andare contro corrente è dire 'io non ci sto', il collegamento è nato da qui. Non sostengo che non si debba leggere il Mattino, anzi è giusto avere una panoramica su quanto viene pubblicato, però serve spirito critico, non si deve assimilare tutto quanto viene scritto. Invece molti prendono per buoni la volgarità e gli insulti. La Lega ha la sua parte di responsabilità nell'accresciuta volgarità della società, con il suo stile anti democratico."È piuttosto anomalo che un prete si scagli contro un movimento politico..."Non è stata una presa di posizione, ripeto, contro la Lega, bensì contro la volgarità. Invito i consiglieri di Stato Claudio Zali e Norman Gobbi, persone oneste e buone, a prendere le distanze dal Mattino. Ci sono molte persone, all'interno del partito stesso, che sono stomacate da questo stile e non hanno il coraggio di dirlo. Quando gli estremisti islamici compiono atti orribili, desideriamo che i veri musulmani li condannino, allo stesso modo i buoni leghisti devono dissociarsi dai modi del loro settimanale, che fa un grande male al Ticino: il clima di volgarità non è una questione da poco, perché dai pensieri e dalle parole si passa in fretta ai fatti. Molte volte sono ricorsi all'intimidazione.So di persone che si sarebbero impegnate politicamente ed hanno desistito poiché temevano per le loro famiglie. Ho visto anche uomini buoni e degni piangere e cadere in uno stato d'angoscia per quanto scritto su di loro. È giusto dunque alzare la voce, condannando il male."Cosa vorrebbe dunque dire ai leghisti e in particolare ai redattori del Mattino?"Devono fare un esame di coscienza e cambiare, non i contenuti ma il modo. Si può dire tutto ma come lo farebbero un papà o una mamma che vogliono aiutare i propri figli. Il confronto politico fra partiti non deve essere una distruzione dell'avversario, bensì un sistema per far crescere tutti democraticamente. Tutti abbiano cari i nostri diritti e la giustizia, poi questi possono essere espressi con strade diverse. Quella di insultare è una tentazione populistica, da usare se non si è convinti della propria idea. Non tutti i leghisti ovviamente si comportano così, anzi ne conosco diversi, anche di Chiasso, che se potessero si dissocerebbero da questo stile orribile. Cito come esempio positivo Claudio Zali, un uomo mite e pacato, forte di quello che ha dentro il cuore.Nella Lega però questo atteggiamento si vede maggiormente rispetto ad altri movimenti. Certamente a un leghista non piace essere insultato, per cui vale la norma del 'non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te'. Anche perché questo modo di fare danneggia in primis loro, tutto il male si ritorce e danneggia la Lega: io, infatti, sono sicuro che nasceranno voci dissidenti."Come mai i leghisti che lei cita, di cui ovviamente non ci fa i nomi, si sono rivolti a lei e non direttamente ai vertici del partito? Pensa che cambierà qualcosa dopo questa predica?"Non perché hanno paura, ma perché non tutte le voci hanno risalto come quella di un parroco. Chi ha un compito come il mio riassume i pensieri comuni. La stampa ora ha dato risalto al fatto, resta comunque un mio pensiero. La mia voce in ogni caso è la somma di molte altre, spero in una presa di consapevolezza, perché c'è bisogno di una politica e di una Lega nuove. La volgarità e gli insulti destano attenzione per poi finire in niente. Basti vedere la Lega in Italia, dove atteggiamenti simili a questi ha colpito i suoi stessi membri. La Lega dei Ticinesi si è sgonfiata, si è salvata per il fatto che in moltissimi hanno votato per Zali. Senza di lui, non so se avrebbero confermato il secondo seggio. Ribadisco, gli insulti e la volgarità hanno fatto il loro tempo, un nuovo volto credibile porterà alla lunga linfa a tutto il partito."Al di là dell'idea, la Chiesa è il posto giusto per parlare di temi del genere?"La religione e la politica sono l'uomo, il prete non deve ovviamente dire per chi votare ma prendere posizione su temi etici sì. La spiritualità non è divisa dal resto della vita, dunque ogni tema può essere affrontato in chiesa, anche la socialità e l'economia. Io l'ho fatto anche su richiesta di quei leghisti di Chiasso che citavo." "Papa Francesco tocca anche argomenti spinosi, con chiarezza. Se la Chiesa non aiuta a capire il mondo, viene criticata."Chiudiamo con una polemica: i leghisti, o meglio i giornalisti del Mattino, andranno in paradiso?"La misericordia di Dio è infinita. Il direttore del Mattino (Lorenzo Quadri, ndr) è stato un mio allievo, so che quel fuoco che loro hanno contiene una volontà positiva di cambiare le cose. Invece di essere un fiume in piena dovrebbe trasformarsi in un serbatoio, per esprimere valori positivi. La loro focosità è una cosa buona, condanno il modo. Tutti, comunque, andremo in paradiso, loro prima di chiunque, perché i più disperati saranno i primi ad arrivarci." PB
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