
I giornalisti svizzeri ritengono di avere poca influenza sulla politica. Mentre i politici, manco a dirlo, pensano esattamente l’opposto. Lo dice uno studio pubblicato nelle scorsi giorni dall'Istituto di scienze della comunicazione dell'Università di Zurigo. Chi ha curato la ricerca ha interpellato oltre 300 esponenti della politica e del giornalismo. E in Ticino? Cosa pensano i politici ticinesi dell’influenza della stampa su votazioni, iter legislativi e decisioni? Cioè: i giornalisti incidono? “Mi sembra un po’ strano che i giornalisti pensino di non incidere sulla politica. No, non condivido le conclusioni di questo studio”, dice la ministra delle finanze Laura Sadis. “La stampa fornisce varie opinioni sui fatti che automaticamente entrano a far parte del dibattito pubblico. Forse in Ticino, essendo un Cantone molto mediatizzato, i giornalisti influiscono di più che nel resto della Svizzera. Ma, in generale, come detto, non condivido i risultati dello studio”. Diversa l’opinione del presidente dell’UDC Pierre Rusconi. “I giornalisti in Ticino non pesano per nulla”, dice “ e lo si è visto molto bene sulla votazione sui bilaterali, dove tutta la stampa era schierata per il sì”. “Io penso – aggiunge Rusconi - che la stampa possa avere una certa influenza quando sta zitta. Se c’è un sostegno o una contrarietà a un progetto, il peso relativo. Quando invece le notizie non vengono date, è un modo indiretto per influenzare l’opinione pubblica”. “Penso che sia innegabile che la stampa abbia una certa influenza nel dibattito pubblico”, dice il capogruppo PPD Paolo Beltraminelli. “Poi sul fatto che le opinioni dei giornalisti condizionino la politica, si può discutere. Ma infine, il condizionamento o meno, dipende proprio dai politici….” Infine Manuele Bertoli: “I media – dice il presidente socialista - possono certamente influenzare la politica: ingigantendo o minimizzando un fatto. D’altra parte le campagne stampa esistono: pensi solo a quante pagine sono state scritte sulla vicenda del “tesoretto”…”. “Poi – prosegue Bertoli – c’è anche un influenza indirettamente. Le notizie più semplici e più dirette spesso sono quelle che hanno un eco maggiore e sembrano più importante. Altre storie più complesse e importanti sono invece difficilmente vendibili e dunque finiscono con l’avere poco spazio. Anche per responsabilità dei lettori”.
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