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Bellinzona
“I genitori hanno saputo dell’amianto dai media”
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il consigliere comunale dell’Unità di Sinistra Michele Egloff ha inoltrato un’interpellanza in cui si critica la modalità di comunicazione adottata dal Municipio. “La mancanza di tempestività intacca il rapporto di fiducia tra i genitori e le autorità competenti”.

Sulla presenza di amianto nel prefabbricato di via Lavizzari (attuale sede della Girandola Nord) è mancata una comunicazione tempestiva ai genitori dei bambini che frequentano il centro extrascolastico. È quanto ritiene il consigliere comunale Michele Egloff (Unità di Sinistra), che ha inoltrato in proposito un’interpellanza al Municipio di Bellinzona, lamentando il fatto che “i genitori dei bambini che usufruiscono dei servizi della Girandola Nord sono venuti a conoscenza dell’accaduto dai media”. Le misurazioni che permettono di escludere la presenza di amianto nel centro extrascolastico sono state effettuate lo scorso 14-15 ottobre e la relativa documentazione “è stata resa disponibile agli utenti della Girandola solo qualche giorno fa”. La mancata comunicazione tempestiva “intacca il rapporto di fiducia tra i genitori e le autorità competenti”.

Le modalità di comunicazione

Ricordiamo che lo scorso 10 novembre il Municipio di Bellinzona aveva informato a mezzo stampa che durante i lavori di ristrutturazione del prefabbricato di via Lavizzari era stata riscontrata liberazione accidentale di fibre di amianto. Il cantiere è attualmente chiuso e sono in corso procedure di verifica da parte della SUVA e dell’Esecutivo. Nei locali adiacenti al cantiere che accolgono la sede del centro extrascolastico non viene riscontrata presenza della sostanza.

Le domande

Viene quindi chiesto al Municipio come giustifichi la mancata comunicazione della chiusura del cantiere adiacente per presenza di amianto ai genitori dei bambini che frequentano il centro extrascolastico e a quando risale l’incidente che ha portato al rilascio della sostanza. “In quella data, il centro era attivo e frequentato da bambini?” Si domanda poi all’Esecutivo come venga giustificata la mancata chiusura del centro in attesa delle misurazioni che hanno permesso di escludere la presenza della sostanza nei locali frequentati dai piccoli.

Cosa succederà adesso?

In merito ai prossimi passi da compiere, la Città “intende aprire nuovamente il cantiere di Via Lavizzari dopo le verifiche del caso? Come tutelare la salute dei bambini frequentanti l’extrascolastico in uno spazio adiacente a un cantiere che manipola sostanze pericolose?” Vista l’impossibilità di prevenire completamente un rilascio accidentale di amianto, “il Municipio non ritiene opportuno trovare al più presto una nuova sede per accogliere l’extrascolastico?” Infine, si chiede all’Esecutivo se non ritenga opportuno lo smantellamento immediato della struttura stessa.

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