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Ticino
"I frontalieri, una benedizione"
"I frontalieri, una benedizione"
"I frontalieri, una benedizione"
Redazione
7 anni fa
Per il presidente dell’Unione Svizzera degli Imprenditori "aumentano il bacino di reclutamento senza escludere la popolazione locale"

C’è stata soprattutto l’Unione europea, e i suoi rapporti con la Svizzera, nel discorso tenuto ieri da Valentin Vogt, presidente dell’Unione Svizzera degli Imprenditori. È la prima volta in 111 anni che l’USI (questo l’acronimo) sceglie il Ticino per la sua giornata dell’Imprenditore. Vogt ha sottolineato l’importanza capitale delle relazioni commerciali con l’UE e in questo senso un ruolo chiave lo giocherà l’accordo quadro con Bruxelles.

La Svizzera regge bene: il PIL è aumentato del 2.3% nel primo trimestre, grazie soprattutto al buon andamento degli affari nell’industria. Le bacchettate non sono però mancate: soprattutto per, citiamo, “l’immobilismo di una politica nazionale che nel corso della legislatura non ha ottenuto grandi risultati”. Critiche dribblate dal consigliere federale Ignazio Cassis, presente all’evento.

"Riconosco che questa USI ha un ruolo fondamentale e lo ha giocato bene", ha dichiarato a TeleTicino. "Naturalmente non ha tutto il potere e deve trovare delle strade con i sindacati. Veniamo da 2-3 anni di difficoltà, oggi sono ottimista in quanto negli ultimi mesi c'è stato un sviluppo positivo. Continuo a credere che sia possibile trovare una strada anche se richiede uno sforzo da parte di tutti".

Ma a Lugano (giustamente) si è parlato anche di Ticino. Una regione prospera, oggi più vicina grazie ai nuovi collegamenti ferroviari, con un’economia diversificata nella quale la presenza dei frontalieri da Vogt viene definita “una benedizione”. “Aumentano il bacino di reclutamento - ha detto - senza escludere la popolazione locale dal mercato del lavoro e non ricorrono quasi mai allo stato sociale”.

"Di questi lavoratori abbiamo bisogno negli ospedali, nelle case anziani, nella ristorazione, negli hotel e in tanti settori industriali - ha riconosciuto Cassis - Non avremmo l'industria che abbiamo se non ci fossero uomini e donne che ogni giorno lavorano. Quello che occorre trovare è un equilibrio adeguato tra il bisogno, il tessuto economico del Cantone e l'arrivo di manodopera. Quello che infastidisce la gente è una pressione eccessiva sul mercato o uno sfruttamento delle risorse sociali".

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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