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Ticino
"I frontalieri non si sognano di rispettare le regole"
Redazione
11 anni fa
"Blocco antipadroncini" svoltosi mercoledì a Caslano, Sessa, Fornasette e Ponte Cremenega: 50% di irregolarità. Tre proposte contro "l'invasione da sud"

Mercoledì è stato effettuato un controllo delle prestazioni di servizio transfrontaliere, dalle 6.20 alle 10.30 a Caslano, Sessa, Fornasette e Ponte Cremenega.

Sono stati controllate 155 persone e 109 veicoli: l'Ufficio dell'Ispettorato del lavoro (UIL) dovrà eseguire approfondimenti su 64 vetture, l'Associazione interprofessionale di controllo (AIC) su 15 viaggiatori e l'Amministrazione Federale delle Dogane (AFD) su 2 veicoli, che si sospetta siano colpevoli di mancato sdoganamento.

Lo riporta il Mattino, definendo l'operazione un "blocco antipa­droncini: e ce n’è bisogno come del pane". Le irregolarità, secondo i dati forniti della polizia, si aggirano dunque attorno al 50%, numeri "assolutamente allarmanti. Come c’era da aspettarsi, gli operatori italiani che quotidianamente invadono il mercato del lavoro tici­nese, facendo concor­renza sleale alle aziende locali, non si sognano di ri­spettare le regole."

 Il settimanale leghista propone, dunque, tre soluzioni. 

La prima concerne lo scambio di informazioni ("proposto dalla Lega") , ovvero l'agenzia delle entrate italiane dovrebbe certificare le informazioni relative a quei padroncini che si notificano. 

La seconda, legata alla prima, chiede di rendere pubblico l'elenco delle notifiche, "un elenco che indica anche il nome di chi – privato o azienda – ha chiamato il padroncino. L’effetto deterrente sarebbe palese. E quindi anche la responsabilizza­zione. Vo­gliamo proprio vedere se a chiamare i padroncini sono ticinesi (privati o aziende) o piuttosto stranieri…(in particolare ditte estere)."

La terza misura sarebbe l'introduzione di sanzioni deterrenti per chi sbaglia.

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