
Per la prima volta da quando, nel gennaio scorso, la Banca nazionale svizzera ha abolito il tasso minimo di 1,20 per il cambio tra euro e franco, la moneta europea ha sfiorato ieri la soglia di 1,10 nei confronti della moneta elvetica.
L'industria votata all'esportazione può tirare un primo lieve sospiro di sollievo, anche se i problemi non sono ancora passati.
E i cambisti, come reagiscono alla svalutazione del franco?
Radio 3i lo ha chiesto a Remzi Akcay, direttore dell'ufficio cambi Eurolandia, presente a Ponte Tresa e Dirinella.
"Sapevamo già che dopo l'abolizione della soglia minima da parte della BNS, entro un anno il tasso di cambio sarebbe arrivato a 1,10" dichiara Akcay. "Siamo sulla strada giusta, penso che entro due o tre settimane arriveremo al cambio interbancario di 1,10 e che poi per un po' di tempo si resterà su questi livelli."
Secondo il cambista, è soprattutto merito della Banca nazionale svizzera che la moneta europea abbia recuperato così tanto sul franco.
Ma l'indebolimento del franco non fa la felicità dei cambisti. "Sinceramente no" afferma Akcay. "Perché i nostri clienti sono tutti frontalieri, che hanno franchi svizzeri in busta paga."
"Gli affari di settimana scorsa sono stati del 15-20% inferiori alla media" precisa il cambista. "Perché chi prende per esempio 4'000 franchi in busta paga, ne cambia solo 2'000 e con gli altri 2'000 aspetta di vedere come evolve il cambio, per non perderci troppo."
Ascolta l'intervista di Radio 3i a Remzi Akcay nell'audio allegato.
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