
"La bella notizia per le migliaia di frontalieri, preoccupati in vista dei possibili cambiamenti, è che non ci sono novità sull’accordo tra Italia e Svizzera. Siamo ancora nella fase di una stesura condivisa fra tecnici: considerato che dovrà nuovamente essere discusso prima di arrivare nei rispettivi parlamenti è facile prevedere che passeranno anni e anni".
Sono le parole del senatore Jonny Crosio che ieri a Roma ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato ticinese Paolo Beltraminelli. Presidente che il senatore non conosceva personalmente, ma di cui ha avuto "l'impressione di una persona equilibrata, che conosce i problemi e che tiene particolarmente al consolidamento dei rapporti fra Ticino e Lombardia".
Crosio ha ribadito a Beltraminelli la necessità di trovare soluzioni a livello locale, per poi sottoporle ai rispettivi governi centrali. Perché se Roma e Berna raggiungessero un accordo "passando sopra le nostre teste, per noi è una sconfitta".
Per il senatore italiano l'incontro romano è stato dunque positivo: "C’è da stare tranquilli, anche perché il governo pro tempore che abbiamo in Italia e gli scenari che si aprono in un’Europa percorsa da contestazioni proprio sulla libera circolazione delle persone non possono che dilatare ulteriormente i tempi. I frontalieri sono salvi e lo sono anche i Comuni che continueranno a ricevere i ristorni da Berna: se fosse Roma a ripartirli, come previsto dall’accordo, non arriverebbero a destinazione e i frontalieri verrebbero utilizzati come bancomat, come la vicenda del fondo per le indennità disoccupazione insegna".
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