
Si sta dimostrando particolarmente attiva, la neonata Associazione frontalieri Ticino.
Dopo aver organizzato il Frontaday, lo scorso 30 gennaio, e già indetto una nuova grande manifestazione di protesta a Ponte Tresa il prossimo 2 aprile, l'associazione che si prefigge di difendere i lavoratori italiani che ogni giorno varcano il confine con la Svizzera è ora riuscita a farsi ascoltare persino a Roma.
È successo ieri, quando una delegazione capeggiata da Eros Sebastiani, il presidente dell'associazione, ha incontrato a Roma i senatori della Commissione esteri, per spiegare loro le rivendicazioni dei frontalieri.
I senatori hanno ascoltato il presidente dell'Associazione frontalieri Ticino, ma è difficile sapere se l'incontro avrà portato qualche frutto.
Eloquenti sono le parole rilasciate da Sebastiani alla RSI al termine dell'incontro: "I senatori non sanno niente di frontalieri, i deputati non ne sanno nulla, chi deve realmente sapere e votare non sa niente, non sanno nemmeno cosa vuol dire la parola frontaliere."
Si può quindi supporre che, senza trascurare il lavoro con le istituzioni, i frontalieri continueranno a privilegiare la strada della protesta, come dichiarato dallo stesso Sebastiani: "Siamo pronti a salire sulle barricate, dobbiamo bloccare dogane e scendere in piazza. Non possiamo scioperare in Svizzera? Bene lo faremo in Italia."
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