
Non si splaca la polemica sul premio, consistente in un assegno di 1'000 franchi, che il "Guastafeste" Giorgio Ghiringhelli ha voluto assegnare ai frati cappuccini di Faido per aver negato l'ospitalità a Lisa Bosia Mirra.
La Regione aveva infatti anticipato ieri pomeriggio che i frati avrebbero rifiutato il premio: una notizia che coglie di sorpresa Ghiringhelli il quale, in una nota stampa, spiega che: "al sottoscritto non è finora giunta alcuna risposta e inoltre una persona che ieri sera poco prima delle 21 aveva parlato con Frà Edy, guardiano del convento, mi ha riferito che i frati non hanno preso ancora alcuna decisione".
"Ovviamente anche i vincitori sono altrettanto liberi di rifiutare tale riconoscimento, per cui qualora i frati rifiutassero l’assegno di 1'000 franchi la loro scelta sarebbe da rispettare senza la minima polemica. - prosegue il Guastafeste - Ma in una simile evenienza il Premio verrebbe assegnato a qualcun altro. Esiste già un piano B ed eventualmente un piano C. Il Piano B prevede che il Premio venga assegnato alle guardie di confine della Regione IV, ossia all’organizzazione che , a tutela della nostra sicurezza, controlla l’applicazione delle leggi sull’immigrazione alle nostre frontiere, e che nel settembre dello scorso anno aveva bloccato l’illecita immigrazione di clandestini cui aveva preso parte anche la deputata Lisa Bosia Mirra".
Ghiringhelli cita inoltre il premio svizzero “Alpes ouvertes” (12'000 franchi) che Bosia Mirra aveva ricevuto per la sua attività a favore dei rifugiati nel parco di Como e “per aver documentato la cacciata dei profughi ed averli accompagnati alla frontiera italo-svizzera” . "I promotori di quel Premio nazionale erano evidentemente liberi di premiare chi volevano. Ma se si ritiene normale che un riconoscimento di risonanza nazionale venga attribuito a chi infrange la legge , non dovrebbe scandalizzare nessuno il fatto che un piccolo movimento politico che opera in Ticino senza interessi di alcun genere, reagisca attribuendo a sua volta un Premio a dei frati che non vogliono essere strumentalizzati da chi infrange la legge o alle guardie di confine che , beccandosi anche le critiche di chi vorrebbe aprire le frontiere a tutti, svolgono un duro lavoro per far rispettare le leggi decise dal popolo svizzero e dai suoi rappresentanti in Parlamento".
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