
Sono entrati in questa villa di Ronco Sopra Ascona sabato sera poco prima delle undici. Hanno scelto il momento in cui a Brissago c’erano i fuochi artificiali e i botti coprivano ogni rumore. Si sono arrampicati sul balcone, passamontagna sul volto, pistola giocattolo in pugno. Hanno aggredito Maria Betté, 76 anni, madre dell’ex sindaco di Ronco, Patrizia. L’hanno avvolta in un grande asciugamano per immobilizzarla. “Mi sentivo morire – racconta l’anziana, che è stata dimessa ieri sera dall’ospedale ma è ancora sotto choc -. Mi avevano legata talmente stretta, che non riuscivo più a respirare. Mi sono resa conto che erano due giovani. Parlavano in buon italiano. Ma non ho idea di chi fossero”. Poi, una coppia di germanici, che ha in affitto il piano inferiore della villa, ha capito che di sopra qualcosa non andava e ha chiamato la polizia. Ma i due rapinatori sono riusciti a fuggire, con la borsetta di Maria Betté, che conteneva cinquemila franchi, e con qualche gioiello trovato nei cassetti. L’arrivo della polizia ha impedito che riuscissero a forzare la cassaforte, dove c’erano i gioielli più preziosi. E poco dopo, a Giubiasco, la polizia ha fermato un ventunenne ticinese. Era al volante di un’auto rubata un paio di giorni prima. Dopo aver tentato di seminare la pattuglia che lo inseguiva, il giovane ha abbandonato la vettura ed è fuggito a piedi. E nell’auto gli agenti hanno trovato un’arma giocattolo e un passamontagna. Passamontagna e pistola sono gli elementi che portano gli inquirenti a ritenere che il ragazzo sia l’autore della rapina di Ronco. Il suo presunto complice, pure ventunenne, è stato fermato la mattina dopo, dunque il 1° agosto, a casa sua. E oggi il GIAR ha confermato l’arresto dei due chiesto ieri dal sostituto procuratore Amos Pagnamenta. È stato il giovane fermato sabato a Giubiasco a fare il nome del suo amico. Ma entrambi, che non hanno precedenti penali, negano di aver compiuto la rapina. Ora, in attesa che i due ragazzi precisino la loro versione dei fatti, gli investigatori stanno vagliando gli indizi e le prove raccolte. In particolare bisognerà capire come i due abbiano deciso di rapinare proprio Maria Bettè, penetrando in una villa che non é facilmente individuabile. Insomma, si pensa che abbiano agito a colpo sicuro, certi di trovare in quella casa, un’anziana sola, gioielli e denaro. EMMEBI
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