
Una serata al Rabadan. L'alcol, la droga. Sullo sfondo l'ombra di un debito, pesante come un macigno seppur di lieve entità.
280 franchi, tanto è bastato a dar vita alla violenta aggressione dello scorso 24 febbraio a Gravesano, che ha portato oggi in aula davanti Corte delle assise criminali di Lugano due 25enni, uno svizzero, l'altro italo-brasiliano, entrambi residenti nel Luganese.
Quella sera, sostiene la procuratrice pubblica Pamela Pedretti, ravvisando il reato di tentato omicidio intenzionale, al rientro del carnevale pestarono a sangue l'amico 21enne, abbandonandolo esanime sulla strada.
Per lui un trauma cranico, la frattura del setto nasale e quella delle 2 mascelle.
Scarcerati in ottobre, i 2 imputati sono stati nuovamente arrestati martedì, sulla scorta della perizia psichiatrica che ha ravvisato un alto rischio di recidiva.
In fase di interrogatorio i 2 imputati si sono chiusi dietro un'amnesia totale provocata, a loro dire, dall'alcol e dalle droghe assunte quella sera. "Non ricordo" è stata probabilmente la frase più pronunciata in aula. Tuttavia, questa sorta di memoria a geometria variabile, come è stata definita, non convince il giudice Amos Pagnamenta, che la ritiene strumentale alla difesa.
Spintoni, calci e pugni. Un pestaggio raccontato da una testimone oculare e ripreso (almeno in parte) dalle telecamere della videosorveglianza. Fu l'aggressività ad avere la meglio quella sera. Apice di una frequentazione scandita anche, sempre secondo l'accusa, dallo spaccio di cocaina.
Lo psichiatra, intervenuto nel tardo pomeriggio, ha ravvisato per loro un grado lieve di scemata imputabilità. "Non avevano perso il contatto con la realtà" ha sostentuto, "erano consapevoli delle loro azioni." Tesi respinta con decisione dalle difese, che puntano invece sull'incapacità di intendere e di volere dei loro assistiti.
Non è quindi da escludere il colpo di scena domani. Se fosse richiesta una nuova perizia, il processo verrebbe sospeso. Se così non sarà la parola passerà alla pubblica accusa e poi alle difese rappresentate dagli avv. Flavio Amadò e Lorenzo Fornara.
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