
Astensione dal lavoro, lezioni all’aperto e non solo. Sono molteplici le forme di mobilitazione che andranno in scena domani in diverse scuole ticinesi per protestare contro il prospettato abbassamento delle rendite IPCT. In serata è prevista anche una marcia organizzata dalla Rete per la difesa delle pensioni ErreDiPi, con partenza alle 17 dal Mercato Coperto di Giubiasco e raggiungimento a piedi di Piazza Governo a Bellinzona, dove verranno esposti argomenti e rivendicazioni.
45 minuti di astensione a Bellinzona
Come anticipato già settimana scorsa, una 60ina di docenti del Liceo di Bellinzona sciopererà per un’ora-lezione (tra le 9.55 e le 10.40), riunendosi nella corte dell’istituto a partire dalle 10. In altre sedi, come il Liceo di Locarno, quello di Lugano 2, la Scuola Cantonale di Commercio e l’Istituto di Riviera, piccoli gruppi di docenti si asterranno a loro volta dal lavoro. Sono previste ulteriori forme di protesta in altre sedi.
Una lezione di civica all’aperto
Il collegio dei docenti del Centro Professionale Tecnico di Bellinzona, ad esempio, non intende per il momento intraprendere misure di astensione dal lavoro; per contro, è stata decisa una forma di protesta per la mattina di domani sottoforma di un’ora-lezione con un’attività didattica all’esterno del Centro. Lo scopo di questa forma di mobilitazione, viene spiegato, è quello di svuotare “simbolicamente” la scuola, “ma senza intaccare il momento formativo delle persone in formazione”. In quel momento i docenti terranno una lezione di civica incentrata sullo scopo e il funzionamento del secondo pilastro e delle casse pensioni.
Le motivazioni
“Chiediamo che la politica e il nostro datore di lavoro facciano ciò che altrove, con tutte le altre casse cantonali, è stato fatto a difesa della dignità del lavoro dei propri dipendenti: varare un piano atto a risanare l’IPCT senza che ciò implichi ulteriori sacrifici per i futuri pensionati”. Sono le rivendicazioni contenute nella risoluzione del Collegio dei docenti del Liceo di Lugano 1, il quale aderirà a sua volta alla giornata di mobilitazione. Inoltre, si legge ancora, qualora le trattative in atto per la determinazione delle misure di compensazione non dessero esito soddisfacente in tempi rapidi, “sosterremo i nostri diritti facendo ricorso a tutti gli strumenti che riterremo opportuni”. Il mondo della politica “sembra perlopiù dividersi tra chi si dichiara fermamente contrario a ogni soluzione che non sia la riduzione netta delle pensioni dei dipendenti e chi si appella alla “simmetria dei sacrifici”, secondo cui il governo potrebbe intervenire solo a fronte della disponibilità a contribuire nuovamente al risanamento dell’IPCT da parte dei dipendenti cantonali”.
Quaresmini: "La marcia sarà molto importante"
"Siamo contenti che gli istituti apprezzino il lavoro che facciamo. Il tema sta pian piano entrando nelle scuole e noi continueremo a battere su questo chiodo", ha commentato il portavoce di ErreDiPi Enrico Quaresmini, interpellato da Ticinonews. La marcia di domani "sarà molto importante e spero in un'adesione numerosa". La mobilitazione sarà il terzo e ultimo appuntamento organizzato in questi mesi da ErreDiPi. A maggio, tuttavia, "faremo ancora qualcosa. Stiamo valutando come. Potremmo consultare magari i singoli assicurati e cercare di far sì che possano esprimere la loro opinione liberamente, dare loro voce. L'idea è quella di alzare il tiro". L'obiettivo è, come detto a più riprese, salvaguardare le rendite. "Abbiamo portato alla luce e all'attenzione dei dipendenti lo stato della cassa. Ci opponiamo al taglio già annunciato, poiché se non interrompiamo questa discesa si arriverà al minimo della LPP", ha concluso Quaresmini.

