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Ticino
"I docenti comunali ostacolati nello sciopero"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
È quanto denuncia il VPOD, che deplora quanto scritto in una lettera della Sezione delle scuole comunali agli enti locali. "Sbagliato equiparare lo sciopero a un congedo non pagato".

Non solo il personale dell'Amministrazione cantonale e i docenti delle scuole cantonali. Anche le scuole comunali hanno ricevuto direttive dal Cantone in merito allo sciopero previsto il prossimo 29 febbraio. Sollecitata da alcuni Municipi, la Sezione delle scuole comunali ha informato in una lettera inviata lo scorso 20 febbraio che un'eventuale adesione allo sciopero sarà regolata richiamato dall'art. 50 cpv 1 della LORD, ossia l'autorità di nomina "può concedere al dipendente nel corso della carriera un congedo totale o parziale con deduzione di stipendio". In caso di assenze di docenti comunali, gli enti locali sono dunque invitati a informare l'Ufficio sussidi e stipendi della Sezione delle scuole comunali.

Docenti ostacolati nel loro diritto di scioperare

La lettera è già finita nel mirino del sindacato Vpod, che deplora il fatto che i docenti comunali "vengano ostacolati nell'esercizio del diritto allo sciopero". Se infatti le scuole cantonali hanno aderito massicciamente allo sciopero indetto dai sindacati, per il Vpod questa lettera spiega in parte "le difficoltà di aderire allo sciopero da parte di numerose scuole comunali". Secondo il VPOD è "sbagliato che la Sezione scuole comunali equipari lo sciopero del 29 febbraio 2024 ad un congedo non pagato ai sensi dell'art. 50 cpv 1 LORD. Lo sciopero è un diritto costituzionale individuale ed ogni docente comunale deve poter scioperare volontariamente il 29 febbraio.  L’autorità di nomina comunale o la direzione delle scuole comunali non può impedire di scioperare o scoraggiare il docente che vuole scioperare. La direzione delle scuole comunali deve organizzare il servizio minimo per gli allievi che non rientrano a casa alle 15 e non addossarlo ad ogni docente scioperante, rendendo in tal modo impossibile l’esercizio del diritto di sciopero".

Inviata una lettera al DECS

Il sindacato ha quindi scritto alla direttrice del DECS Marina Carobbio per far rettificare la missiva visto che ha dato la "giustificazione ad una serie di direttori di scuole comunali e capodicastero di affermare che non autorizzavano scioperi nella sede scolastica; di minacciare i docenti scioperanti nel caso scrivessero alle famiglie una lettera con l'invito a riprendere i bambini alle 15 del 29 febbraio 2024; di obbligare tutti i docenti scioperanti a rimanere in sede".