
Da alcuni anni Confederazione e Cantone seguono con attenzione la diffusione di organismi (animali e piante esotici invasivi) che possono nuocere alla salute, compromettere la biodiversità, mettere a rischio l’agricoltura e creare danni a costruzioni, strade e boschi comportando di conseguenza importanti oneri finanziari.
Alcune piante, dette invasive (tra queste citiamo ad esempio Ailanto, Kudzu, Poligono del Giappone), sono in grado di diffondersi rapidamente e formare popolazioni estese soppiantando nel tempo le specie autoctone.
L’espansione di queste specie invasive (neofite) sui pendii scoscesi, a medio lungo termine, potrebbe causare fenomeni di erosione che minano la stabilità dei versanti, la stabilità dei nostri boschi, in particolare quelli di protezione, delle scarpate stradali (siano esse strade comunali, cantonali o nazionali), delle scarpate ferroviarie, ecc.
Gli interventi sul territorio per contenere la propagazione di queste specie sono però generalmente ardui e onerosi.
Grazie a un nuovo progetto pilota di reinserimento professionale, finanziato dalla Divisione dell’azione sociale e della famiglia (DASF), la manutenzione di manufatti, boschi e terreni potrà avvalersi di un nuovo supporto - quello di persone disoccupate con formazioni specifiche nel settore del giardinaggio o attività affini - e contemporaneamente potrà offrire a queste persone una proposta di lavoro più consona alla loro formazione.
Da parte sua il Dipartimento del territorio, tramite il Gruppo di lavoro organismi alloctoni invasivi, si occuperà di individuare le situazioni e le modalità di intervento, fornendo il necessario supporto informativo e seguendo le azioni dal punto di vista scientifico.
Ulteriori informazioni sulle piante invasive sul sito www.ti.ch/organismi; www.ti.ch/neofite.
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