
Lo ricorderete, il primo fine settimana di ottobre in Ticino è stato caratterizzato da un tempo da lupi. Tanta pioggia e vento forte, si trattava di scirocco. Le raffiche hanno toccato facilmente i 100 chilometri all’ora, oltre i 180 in quota. Ora si contano i danni anche per i boschi ticinesi. Il Dipartimento del territorio stima che siano stati sradicati alberi per oltre 36mila metri cubi di legname, la superficie boschiva toccata è di 520 ettari.
Le zone più colpite
A essere particolarmente interessati dalla caduta di alberi sono stati il Mendrisiotto (17mila metri cubi di legname), la Leventina (11mila) e l’Alta Valle Maggia (5mila). Tra i boschi di protezione più danneggiati vi sono quelli di Vacallo, Morbio inferiore e Breggia (frazioni di Sagno e Morbio Superiore), così come quelli sopra il nucleo di Obino a Castel San Pietro, la Valle del Selvano e dell’’Alpe nel comune di Mendrisio. Poi ancora la fascia boschiva tra Riva San Vitale e Punta Poiana. Ne Sopraceneri, invece, è stata danneggiata la Faura di Airolo e i boschi nelle frazioni del comune di Lavizzara in Alta Valle Maggia.
Lavori urgenti
Subito patriziati e comuni, coordinati dagli Uffici forestali di circondario, hanno richiesto l’autorizzazione a iniziare i lavori più urgenti. Oltre ai permessi sono arrivate le promesse di sussidio, il 70% dei costi è pagato da Cantone e Confederazione. I più urgenti sono gli sgomberi legati alle urgenze fitosanitarie (in particolare nei boschi di resinoso) e quelli di alberi pericolanti che minacciano le vie di comunicazione, i sentieri escursionistici, le abitazioni, gli acquedotti comunali, le linee elettriche e telefoniche, eccetera. In parallelo saranno elaborati dei veri e propri progetti selvicolturali per gestire le superfici più colpite dall’evento allo scopo di garantire a medio lungo termine la funzione di protezione.
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