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Ticino
I dipendenti OVS protestano in Italia
I dipendenti OVS protestano in Italia
I dipendenti OVS protestano in Italia
Redazione
8 anni fa
Alcune venditrici sono partite dal Ticino per incontrare i vertici di Sempione Fashion e rivendicare un piano sociale

Una quindicina di dipendenti OVS è partita questa mattina dal Ticino per protestare contro i licenziamenti annunciati per fine giugno dal gruppo Sempione Fashion, che gestisce le 140 filiali del marchio italiano in Svizzera. La destinazione è Venezia-Mestre, sede centrale del gruppo, dove alle 11.00 la delegazione ticinese si è unita con altri 40 dipendenti provenienti dalla Svizzera interna. 

L'obiettivo della trasferta è chiedere un incontro con i vertici del gruppo e poter discutere di un piano sociale. Ad accompagnare la delegazione ticinese (quasi tutte donne dei 6 punti vendita in Ticino, tranne Sant'Antonino che ha già chiuso i battenti) anche il sindacalista UNIA Giangiorgio Gargantini che ai microfoni di TeleTicino aveva definito "inspiegabile" la decisione del gruppo, che finora si è rifiutato di entrare in negoziazione con il personale e il sindacato. 

Sono 1180 collaboratori, ricordiamo, licenziati in tutta la Svizzera, 40 dei quali in Ticino. I negozi sono in liquidazione e il fallimento è imminente.

Unia: "Il capitan Beraldo ha abbandonato la nave?"

"Se si conduce un’impresa al naufragio, si salvano i passeggeri, prima di abbandonare la nave". Così il sindacato UNIA si rivolge a Stefano Beraldo per ricordagli "le sue responsabilità di capitano d'industria", si legge in una nota del sindacato, che ha accompagnato la delegazione composta da una cinquantina di venditricie di OVS Svizzera. 

Secondo il sindacato si tratta del licenziamento collettivo "più grave della storia del commercio al dettaglio in Svizzera". Un fallimento che secondo UNIA è dovuto in larga misura "all’incompetenza e agli errori strategici" proprio di Stefano Beraldo.

"Dal rilevamento di Charles Vögele da parte di OVS, avvenuto lo scorso dicembre, sono emersi numerosi problemi: accumulo di ore supplementari, casi di burnout, direttive e comunicazione poco chiare nonché problemi di organizzazione che suggeriscono gravi manchevolezze nella gestione" denuncia il sindacato. Irregolarità che il sindacato ha segnalato a più riprese, ma Sempione Fashion "si è sempre opposta ad ogni dialogo. E ora che l’impresa sta naufragando, il capitan Beraldo e la sua squadra abbandonano la nave, lasciando annegare le collaboratrici e i collaboratori, senza elaborare alcun piano sociale".

Da qui l'azione di protesta contro "l'atteggiamento irresponsabile e la mancanza di rispetto di Stefano Beraldo nei confronti del personale".

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