
I detenuti sono considerati un gruppo particolarmente vulnerabile per via della natura delle restrizioni alle quali sono già sottoposti e della loro capacità limitata di adottare misure precauzionali in caso di epidemia. Eppure da quando è scoppiato il coronavirus, il settore carcerario ticinese si è difeso bene: solo 4 i contagi registrati, fa sapere il direttore delle strutture carcerarie Stefano Lafranchini. Si tratta di persone provenienti dall’esterno, risultate positive al tampone in entrata alla Farera e che sono state poste immediatamente in isolamento. Quattro su una popolazione che oggi conta 233 detenuti.
Secondo uno studio condotto dal professore di criminologia dell’Università di Losanna Daniel Fink in Svizzera, a differenza di altri paesi, una buona comunicazione e misure di compensazione durante il lockdown hanno impedito che scoppiasse il caos e che si sviluppassero focolai di Covid-19. Malgrado il numero di contagi bassi registrato, dietro le sbarre si attende l’arrivo del vaccino. Entro fine maggio, fa sapere il Cantone, detenuti e personale riceveranno il preparato anti-covid.
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