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Ticino
"I contingenti che non ci sono"
Redazione
12 anni fa
Il PS considera una beffa la soluzione proposta dal Consiglio federale. "Per il Ticino non cambierà nulla"

Il Partito socialista ticinese si esprime oggi sull'avamprogetto presentato ieri dal Consiglio federale per l'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.

"Contrariamente a quanto molti hanno pensato di leggervi, per i sostenitori dei contingenti quale soluzione dei problemi generati dall’accordo sulla libera circolazione delle persone, la soluzione proposta ieri equivale a una beffa" scrive il PS in un comunicato stampa.

"La modifica della Legge sugli stranieri prevede esplicitamente l’applicazione integrale dell’accordo sulla libera circolazione per l’immigrazione dall’Unione europea!" si legge. "Ciò significa che l’immigrazione dall’Unione europea (per il Ticino, quella dall’Italia e specialmente i frontalieri) continuerà a essere gestita sulla base della libera circolazione, a meno che si arrivi a un nuovo accordo. E sappiamo tutti che la trattativa è estremamente difficile e le probabilità di riuscita sono molto scarse."

"Non sono contingentati in ogni caso i «padroncini», i lavoratori distaccati e men che meno i permessi di breve durata" prosegue il PS. "Situazioni ricorrenti in Ticino, che contribuiscono in modo determinante alla precarizzazione del mondo del lavoro."

"Questo significa che per il Ticino i contingenti non sono la soluzione dei problemi creati dalla libera circolazione, problemi che esistono e mettono in difficoltà il nostro mercato del lavoro" si legge ancora nel comunicato. "Problemi che devono essere affrontati immediatamente con misure interne: salari minimi, contratti collettivi di obbligatorietà generale, controlli sistematici e adeguati, offensiva per la formazione, migliore conciliabilità di lavoro e famiglia, protezione per i lavoratori sopra i 50 anni ecc. Misure che dipendono solo dalla volontà politica interna e non da accordi con l’estero.

"È la strada che il PS ha indicato prima e dopo il 9 febbraio" conclude il Partito socialista "e che ora si ripresenta come l’unica strada percorribile."

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